Parto in vacanza da sola. Che è successo?
Questa domanda mi capita spesso: partire da sola se sei in coppia che significa?
- Mi sono separata?
- Siamo in crisi?
- Non sai come mollarlo e taglio la corda?
- Cosa vi nascondo?
Premettendo che partire da sole potrebbe anche sigificare che una coppia va male, il partire da sola per me rappresenta un viaggio diverso.
Ho viaggiato da sola tantissime volte e a un certo punto non volevo più farlo: sentivo il bisogno di condividere le cose belle che facevo, come dormire in una capanna sulla spiaggia a Koh Lipe in Tailandia sentendo le onde del mare. Ero con la mia amica Marilli, ma in quell'occasione avrei tanto voluto essere in coppia per quel posto! Chi no? Era il paradiso!
Viaggiare da sole è molto diverso che viaggiare in famiglia, in coppia o con un gruppo di amici.
Quando viaggi da sola sei molto più aperta a condividere attività con persone che non conosci, e così facendo incontri gente nuova e ti apri ad esperienze che non avresti fatto se rimanevi nella tua coppia o gruppetto. Ecco perché viaggiare da sola, anche se è sempre un punto interrogativo se incontrerai gente interessante o meno, mi piace tantissimo e mi mancava.
SPOILER: va sempre bene, sempre adventure, sempre sorprese.
Considero le due tipologie di viaggio due universi diversi e mi piacciono entrambi. Non voglio rinunciare ai miei viaggi in solitaria, a me piacciono molto e mi danno un sacco di potere, torno gasatissima!
Anni fa pensavo che avrei smesso di viaggiare da sola se avessi iniziato una relazione, mentre adesso ho cambiato idea.
HO CAMBIATO IDEA, si.
Adesso ti racconto come sono arrivata a dirmi: Voglio partire da sola!
L'idea nasce quest'inverno: avevo pianificato due settimane a Bangkok per conto mio mentre il mio compagno si occupava del padre che aveva problemi di salute.
E qui partiamo col primo botto: "Ma come non vai anche tu ad aiutarlo col padre, tu donna che si deve prendere cura degli anziani? Vergognaaaaaaaaaa!"
Sebbene io abbia voluto bene a mio suocero, è una cosa di Chris: se ne è occupato lui ed ha sempre fatto benissimo da solo col suo papà. E non è neanche il fatto che sia tutto in tedesco ed io non parli la lingua: mi sarei tenuta in disparte anche se fosse stato in inglese: è suo padre, non il mio, ed il mio compagno aveva sia le capacità organizzative che il tempo ed i mezzi economici per occuparsene. Diverso sarebbe stato se avesse avuto delle difficoltà in cui il mio aiuto avrebbe potuto fare la differenza, ma smettiamo di pensare che siccome siamo donne e le donne curano "meglio" allora ci dobbiamo accollare le responsabilità dei nostri partner, perché non è così.
Quindi approfittando del fatto che lui avrebbe passato settimane o mesi col papà in Germania ed io gestendo il Pink (organizzazione di squadra, sempre), mi sono detta che febbraio era il momento giusto per partire per conto mio dato che eravamo chiusi per l'inverno. Christian mi appoggia sempre e infatti mi disse: "Figata, vai e divertiti!".
Poi però il locale ha avuto i problemi che mi hanno portata a chiuderlo, e nella stessa settimana mio suocero è venuto a mancare e sono volata in Germania per stare col mio compagno ed assisterlo emotivamente per il funerale e loavuotamento della casa. Questo è il genere di supporto di cui parlavo prima: emotivo perché ad esempio lo svuotare degli armadi era troppo triggering e l'ho fatto io, invitandolo a tenersi qualche pantalone da golf per continuare a giocare "con lui".
Poi siamo tornati a Tarifa, ci siamo occupati dello svuotamento finale del locale e dopo un mesetto nel camper, finalmente serena, mi sono detta: non sono andata a Bangkok ma voglio fare qualcosa da sola lo stesso!
Partire da sole può far paura perché è una cosa che non abbiamo mai fatto né abbiamo visto amiche o parenti farlo per avere un esempio concreto e di cui fidarci, dal quale ispirarci a volerlo replicare. Non è "normalizzato".
Quindi le cose che non abbiamo mai visto fare ci sembrano impossibili.
Ma se qualcuna ti racconta come si inizia e come farlo passo passo, lecose cambiano. Io lo faccio con un Corsetty che si chiama VIAGGETTY ed ha un sacco di parti diverse, da come iniziare per prendere coraggio piano piano con gite a come scegliere voli, trasferte, attività che contribuiscono all'economia locale, come gestirsi in sicurezza, come fare il bagaglio, come muoversi. È molto figo e ci sono dentro 34 anni di esperienza in viaggi da sola per il mondo!
Partire da sole mentre si ha un compagno suona strano in Italia.
Qui a Tarifa dove siamo noi non fa strano perché è nu posto pieno di stranieri abituati a viaggiare spesso, infatti sono tutti avventurosi e le coppie hano ben chiari i loro interessi anche sportivi, quindi viaggiano anche separati.
Ma in Italia apriti cielo!!
Penso che sia in parte perché se hai uno stile di vita dove lavori full time, le vacanze sono poche e partire senza il tuo partner significa usare le vacanze per non condividere belle cose insieme e non ha molto senso. Lo capisco.
Ma noi non lavoriamo molto, abbiamo tantissimo tempo libero e le chances di fare viaggi insieme sono tantissime, soprattutto adesso che abbiamo preso il camper proprio per viaggiare fissi.
Partiamo da uno status quo diverso, più libero.
Se poi invece a qualcuna viene da pensare che partire senza il compagno sia strano lo stesso perché chissà cosa fai senza di lui o cosa fa lui senza di te, credo che sia un problema nella sfera della fiducia, e se è quella la tua paura (le corna) sai bene che può sucedere anche se non parti.
C'è però un altro fattore: vivendo e lavorando sul camper stiamo insieme SEMPRE! Quindi volevo un po' di vacanze anche da lui, volevo del tempo per me da sola, e soprattutto fare cose che lui non ama fare.
Ce lo vediamo al tedesco in un retreat di surf con yoga e journaling? Nah, se scrive su Whatsapp a monosillabi è grassa, figuriamoci un diario! Ma mica perché a lui non piacciono quelle cose devo negarmele io.
Io sono sempre io a prescindere dalla coppia, ed è importantissimo che non ci scordiamo di noi stesse, che non ci annulliamo nella relazione.
Questa volta ho scelto una soluzione pronta, così non ho dovuto pensare e organizzare mille cose in un periodo in cui sono ancora presa da altri progetti: un retreat.
Vivendo a Tarifa vedo passare un sacco di promo per retreat di donne con kite, yoga ed altre attività più o meno spirituali, e mi sono detta che volevo tuffarmi in un retreat femminile figo per fare una cosa diversa l'estate dei miei 50 anni.
Ma non volendo rimanere in zona ho iniziato a cercarli all'estero finché non l'ho trovato in Sri Lanka. Esotico, fantastico!
8 giorni per fare surf, yoga e journaling per un tocco di scrittura e self help che mi piacciono moltissimo: perfetto! Dopo che lo avrò fatto vi dirò se ve lo consiglio, ma a priori l'unica cosa che posso dire è che sembra ben organizzato e molto bello, quindi sono super contenta di andarci.
Ma parti solo 8 giorniiiiii?
Ma vaaa! Già che ero in viaggio mi son detta di visitare lo Sri Lanka, allora gli ho attaccato una settimana prima del retreat per conoscere Colombo e fare il treno panoramico a Kandy più un safari fotografico, il tutto organizzato su misura per le mie richieste da un'agenzia locale che ho trovato su Insta e mi sembra un ottimo modo per contribuire localmente.
L'ultima e terza settimana (dopo il retreat) l'ho lasciata aperta perché sicuramente dopo 2 settimane in loco avrò conosciuto gente e ascoltato racconti di cose che vorrò sicuramente fare. Questo lo impari con l'esperienza e non bisogna aver paura di avere cose non programmate, anzi!
E poi ho scritto a Fernando, il mio ex colf di Milano che viveva in casa con me e a cui sono molto legata, che è singalese. Gli ho detto che sarei andata a Colombo e che mi sarebbe piaciuto conoscere finalmente la sua famiglia, che avevo visto solo in videochiamata qualche volta mentre ci parlava lui tutti i pomeriggi.
Quindi ci conosceremo, sono molto contenta!
E volevi non fare un'anticchia di bisness?
In parallelo sto portando avanti il mio progetto imprenditoriale del 2027 che è il ritorno della INSPLAGENDA ma con una versione diversa, più intima e con delle cose che succederanno ogni mese.
Ne ho già parlato in questo bog e l'idea è sempre in piedi. Una box con l'agenda e 12 buste da aprire ogni mese, con sopresine dentro come le snail mail. Un percorso annuale per imparare ad abitare il nostro tempo e proteggerci dalle distrazioni degli schermi per tornare a coltivare relazioni reali ed usare il nostro tempo per fare invece di guardare.
Al momento sto fabbricando un prototipo di cover per la INSPLA con la tracolla e che voglio far produrre in un laboratorio che tratta la pelle.
Ieri l'altro ero li che pensavo dove farlo realizzare e mi è venuto in mente Fernando che con la sua famiglia hanno aperto una fabbrica per creare assorbenti femminili di stoffa in Sri Lanka proprio mentre era in contratto con me, e grazie ad esso aveva potuto prendere un prestito in banca per lanciare il tutto. Gli ho scritto su Whatsapp e gli ho chiesto se conosceva qualcuno che tratta la pelle e ovviamente si, sono amici della figlia a Colombo. Quindi andrò a farci una riunione per iniziare coi prototipi.
Questo discorso di delocalizzazione è molto delicato e continuerò a parlarne in un articolo apposta.
Il prototipo della cover INSPLA
Oggi quindi son qui che armeggio con un pezzo di pelle che ho comprato più dei gancetti per vedere come creare una chiusura originale e come attaccarci la tracolla. Voglio che sia diversa da ogni altra cover di agenda che si trova in giro, perché sia riconoscibile. Altrimenti ordinavo delle cover all'ingrosso già pronte, ma lo spirito del progetto è lento e artigianale, quindi voglio fare io il prototipo e voglio seguire la produzione in un laboratotrio artigianale.
Che tra l'altro è esattamente il lavoro che faccio per ogni nuovo brand che tratto in consulenza: creare o riprogettare un prodotto o servizio unico e riconoscibile senza dover stamparci per forza il logo. Dopo che ci sono riuscita col Perfecto non mi ha fermata più nessuno!
Questo progetto ha occupato le mie giornate ed ogni momento libero degli ultimi mesi perché ho tantissime idee ma alla fine deve essere realizzabile in piccola scala ma con la possibilità di diventare più ampio se funziona bene la prima edizione. Anche questo è un discorso che si affronta nelle fasi progettuali di un nuovo brand ed è importante impostarlo bene sin da subito.
Questa prima edizione sarà di soli cento pezzi perché ci vado piano, quindi essendo così pochi potrò scrivere cose a mano direttamente io ad ognuna ed è molto importante proprio perché viviamo un momento storico dove nelle relazioni umane inziano ad esserci più robot e assistenti AI che persone, quindi è davvero importante tornare ai rapporti umani e le azioni fatte con le nostre mani e la nostra mente.
Nei prossimi mesi assisteremo adun punto di non ritorno sui social: più profili AI e di robot che persone, quindi anche like e commenti non umani che falsano le conversion delle adv, e infatti alcuni creator stanno inziando a pensare dove migrare per continuare ad interagire fra persone reali, esattamente come qualche mese fa io mi sono trasferita qui nella newsletter. Perché a cosa ti servono un milione di follower o di views se sono bot? A niente.
Se il progetto nuovo del ritorno della mia inspiration planner agenda INSPLA ti incuriosisce puoi dare una sbirciata al post dove ne ho parlato il mese scorso, ti metto il link alla fine di questa pagina.
Orizzonte 2027
Il 2027 mi vedrà concentrata in spostamenti lenti col camper, attività manuali, viaggi impegnativi e 100% off grid senza internet come marinaia in una fregata di inizio '900 e progetti imprenditoriali intorno al nostro tempo presente e le nostre mani, relazioni, esperienze.
In un mondo dove la AI sta andando velocissima senza che ci rendiamo conto di quanto impatterà le nostre vite, sento il bisogno di riprendere potere sul mio tempo, la mia mente, le mie azioni e le mie relazioni.
E coi miei racconti di cambiamento spero ispirarti a riflettere PER TE, anche se con decisioni sempre estreme e prima del tempo che spesso sono incomprensibili ai più, ma dopo vent'anni di esperienza ho capito che non mi sono mai sbagliata: ho sempre visto e fatto tutto con due o tre anni d'anticipo, quindi per voi ragazze è sempre una sicurezza e potete dire benissimo:
"Armiamoci e parti, Spora"
perché nei miei racconti di cambiamento ed esplorazioni vi porto sempre con me.
STAY STRANA, STAY FIGA.
Veronica
Ed ecco come promesso il post dove introduco la...
E se vuoi inizaire ad accarezzare l'idea di un viaggio da sola, ecco
BONUS per chi sale a bordo di VIAGGETTY entro il 20 luglio: gruppo personale Insta (pallino verde) con Storie extra dalla Lounge e dall'aereo in Business Class, dritte super utili, dettagli per fare il bagaglio, sgami in viaggio e moltissime cose sul prossimo viaggio in Sri Lanka.
Risposte