Il primo e ultimo schiaffo
Arrivata in Sri Lanka una settimana fa per le mie vacanze da sola, non credevo che a 36 ore dalla partenza la mia vita sarebbe cambiata in modo radicale.
Mi sono separata in modo definitivo dopo un ceffone del mio compagno che mi ha rintronato l'orecchio, ma soprattutto ha pulverizzato il mio presente.
4 anni e mezzo di relazione disintegrati come un castello di sabbia con un calcio.
Non sono un'attivista informata e competente per analizzare il tutto in modo corretto e dare consigli, ma per me è stato un punto di non ritorno e così come le storie di altre donne vicine a me mi hanno aiutata a decidermi quella sera, spero che la mia ne aiuti altre e continuiamo la catena.
La sera dei mondiali il mio compagno era ubriaco e tornando a bordo del camper, discutendo per una stronzata, non ha gradito che lo contraddicessi e mi ha dato un ceffone.
Ancora stupita che potesse essere successo, sapevo comunque che è il primo step per qualsiasi cosa possa scalare dopo e non ho dubitato: ho preso il PC e la Pippa in braccio scordandomi il guinzaglio e sono scappata velocissima, di corsa dalla Polizia.
La Polizia e Guardia Civile in Spagna hanno protocolli precisi che ti accompagnano e non ti giudicano: ti credono da subito e ti ascoltano.
Ti accompagnano alla Guardia Medica per un referto e poi si torna in Commissariato per il report.
E li ti spiegano che se trovano l'uomo subito in nottata, viene fissata un'udienza con il giudice il mattino dopo e da li decidi come procedere.
Il resto sono affari privati della mia storia che preferisco non raccontare qui.
Il mattino dopo ero a 12 ore dalla mia partenza per lo Sri Lanka ed avevo un camper da spostare e a cui trovare un parcheggio al sicuro per 3 settimane, in stagione alta. Dovevo finire lo zainetto. Dovevo avere la lucidità per non fare errori.
Grazie all'aiuto di amici diversi abbiamo fatto tutto e un'amica mi ha accompagnata al mio blablacar nella cittadina vicina di Algeciras per andare all'aeroporto di Malaga che è a più di 2 ore da Tarifa. Mi avrebbe anche portata a Malaga e io no ci credevo da quanto ero fragile e (pensavo) sola.
Ho finito lo zainetto, svuotato il frighino della Bertha, portato la Pippa dalla dogsitter e mi sono tuffata in questo viaggio che avevo già pianificato da sola ma che non avrei mai immaginato fare da single e sconvolta.
Mi avete vista postare storie completamnente tranquille il giorno prima di partire.
Mi avete vista in viaggio dicendomi "Sei radiosa!"
Le persone che stanno vivendo un trauma son spesso molto brave a nasconderlo. Si chiama "masking".
Molte si chiederanno se non c'erano della avvisaglie. Si, c'erano, vi basti sapere questo. Ero sempre più indispettita dall'aggressività verbale da ubriaco e oliavo la relazione mettendoci troppe energie da parte mia perché fluisse bene.
Ma com'è ti ha tirato il primo schiaffo solo dopo 4 anni e mezzo?
Anche io non riuscivo a capirlo, finché non mi sono calmata e ci ho pensato.
Ha sempre bevuto, poi ho saputo che aveva picchiato altre ex.
Ma perché non io?
E qui mi tornano in mente le tantissime volte che gli dicevo, una volta passata la sbornia: "Per favore basta, se vuoi bere non tornare a casa, dormi giù in salotto ma non venire in camera con me perché mi obblighi a gestirti ed è faticoso".
GESTIRTI
Ecco cosa facevo perché la situazione non scalasse: gli parlavo in modo da non farlo aumentare in aggressività e facevo in modo che si mettesse a dormire. Lo trattavo proprio come un bambino, gli mentivo, gli facevo complimenti applaudendo e speravo che crollasse presto.
Era un lavoro faticosissimo perché anche un'inflessione nella voce può farli incazzare.
Dopo aver verificato che ronfava veramente dovevo calmarmi ed aspettare di addormentarmi a mia volta. Il giorno dopo avevo anche io il mio recupero per non aver dormito molto ma anche emotivo, fisico, psichico. Un hangover a sé.
Ero esausta.
Cercavo di spiegarglielo ma cambiava tema, non voleva ascoltare.
Chi ha un problema con l'alcol di solito lo nega e dice che è solo per divertirsi e che tu sei noiosa perché scatti di paura appena lo vedi prendere una birra in mano. Si: scattavo di paura e ormai non avevo più voglia di uscire la sera.
La cosa che di solito non torna è che pensiamo che una persona alcolizzata sia ubriaca tutti i giorni, ma in realtà sono persone attive e con una vita "normale" che bevono tutti i giorni in modo da avere un certo tasso alcolico nel sangue per essere fatti ma comunque operativi, oppure bevono a sfare soltanto i fine settimana. Ma anche "solo" essere ubriachi tutte le settimane non è normale.
Non conosco neanche tutte le tipologie di alcolismo, queste due sono quelle con cui ho avuto a che fare.
Bere alcol tutti i giorni, anche se "poco", non è neanche normale: è un modo per mantenere il livello alcolico nel sangue: te lo chiede la tua dipendenza.
Il mio compagno non si ubriacava più tutti i giorni, ma quando iniziava non poteva smettere. Binge drinking.
Negli anni insieme ero riuscita a portarlo a bere da tutti i giorni a solo i weekend, ma alla fine non era il mio compito. Tutti mi facevano i complimenti di come l'avevo "guarito" ma non è così. Era migliorato un sacco, si, ma non era sufficiente. Da sobrio mi diceva che non gl piaceva l'hangover e che voleva e avrebbe bevuto molto meno, ma non ha mai voluto smettere del tutto.
Guarire da una dipendenza lo si fa da soli. Il supporto sociale e della famiglia aiuta tantissimo, ma il lavoro devi farlo tu. E se sei ancora in fase "Non ho un problema, posso ridurre tranquillamente" non credo che ci riuscirai perché la volontà da sola non basta contro le dipendenze, è un lavoro che si fa anche in terapia.
Bisogna smettere del tutto e per molte persone, soprattutto neurodivergenti, l'alcol fa tacere il rumore mentale e dà serenità. Me lo diceva anche lui, che era come spegnere un bottone.
Ma a che prezzo?
La sera che non l'ho "gestito" e sono rimasta ferma sulla mia posizione, non ha esitato un secondo a tirarmi un ceffone per una cavolata, perché si sentiva contrariato e l'alcol ti rende talmente esaltato e poco ragionante (il tuo centro del ragionamento si spegne e vai solo con la parte in emergenza ceh appunto va sul FIGHT) che diventi un idiota totale, e pure aggressivo.
Vivevo con due persone diverse ed era faticosissimo.
Non ne potevo più e piano piano il mio spirito di sopravvivenza che mi portava a "gestirlo" si è trasfornmato non in vaffanculo ma in indifferenza.
Ci ho messo due anni e mezzo da quando ho capito che non era la vita che volevo, ed il primo ed ultimo ceffone è stato il momento che mi ha fatto dire BASTA, perché ero comunque innamorata e da sobrio era fantastico. Ho davvero amato essere un team insieme e mi manca molto. Stavamo per partire a bordo del camper e poi con un camion per un viaggio intorno al mondo ed era il compagno ideale: dinamico, divertente, risolveva un sacco di cose, aveva idee fantastiche, amato da tutti arricchiva la mia sfera sociale, non si sentiva minacciato dal mio successo e mi diceva sempre che era fiero di me quando facevo qualcosa di figo. Mi manca molto quella persona meravigliosa, ma non posso più averli entrambi. L'altro non lo voglio più vedere, ma purtroppo abitano dentro lo stesso corpo.
Dr Jekill & Mr. Hyde.
L'alcol rovina le persone, le famiglie, le relazioni, la vita del dipendente e di quegli che gli volgiono bene.
Eppure promuoviamo tutti l'alcol in modo indiretto! La cultura dell'alcol è una cultura enogastronomica o del divertimento. Non una cultura di abuso e dipendenza.
Se ci fate caso, la lobby è taòmente forte che anche per evitare che venga evitato dalle donne e la cultura della dieta, nelle etichette non ci sono le calorie.
E no: non è un caso, per niente.
È l'unica bibita a parte l'acqua non obbligata ad ffiggere le calorie.
Questo è il marketing, questo è il risultato del lobbying di una delle industrie più nocive del pianeta.
Tendiamo a ridere di un amico ubriaco e delle cose che facciamo da ubriachi, condividendo REEL a tutti, mentre a mente fredda e con logica io penso sinceramente che ci sia solo da vergognarsi. Tutte le battute che si fanno sull'alcol e sul "bere per dimenticare" sono dannosissime perché portano avanti la tolleranza (e la promozione!) di una sostanza che non dovrebbe far parte della nostra quotidianità, per molto che il vino e le birre artigianali, gli spiriti, i liquori e tutto il mondo dell'alcol abbia una cultura immensa dietro. Ce l'ha, ma è sempre e comunque ALCOL.
Chimicamente per i nostri corpi, alla fine l'alcol è sempre alcol.
E se abusato ci trasforma in mostri.
La domanda è questa: quante eprsone sono capaci di controllarlo?
Ma c'è una nuova tendenza internazionale, per fortuna:
Ho notato un crescendo di mocktail e addirittura negozi di drink (come vinoteche) con tutti analcolici ed ha senso: l'alcolismo ha raggiunto livelli folli nella popolazione, e dopo l'esperienza con il mio compagno ho finalmente capito che in passato avevo avuto altre persone nel mio giro di amicizie con lo stesso problema: bastava leggerle!
Quelle risposte aggressive, gli aperitivi tutti i giorni con due o tre bicchieri, le cose dette in modo aggressivo e poi dimenticate il giorno dopo. Amiche che non lo sono più proprio perché a un certo punto non ero più a mio agio con il modo in cui mi trattavano.
È pieno.
PIENO.
E non considero nessuna di loro, (donne, uomini e il mio ex), delle persone brutte e cattive. Non sono cattive, sono vittime.
Sono persone dipendenti e la loro dipendenza le rende delle persone che si comportano in modo violento.
Ma è reversibile.
Difficile?
Immagino di si, ma REVERSIBILE.
Adesso però vorrei dire una cosa, anzi molte cose
Chi non denuncia e rimane non è pazza, è che la situazione personale e privata è davvero complessa e ci sono tantissimi fattori che le impediscono di decidersi. Anche le emozioni contrastate e la voglia di rimediare come facevo io, ma non solo. Non conosciamo mai veramente le situazioni, lo storico emotivo e le menti di chi è in quelle situazioni.
A volte la donna non ha neanche l'indipendenza economica o di tempo se ha figli, per potersi permettere di andare via. Più tutto l'emotivo di cui sopra.
In molti paesi, Italia inclusa, la giustizia non è sempre dalla parte delle donne e spesso se si denuncia viene messa in questione, non le si crede, non succede nulla. E se tu vai a denunciare e poi non succede niente, le rappresaglie scalano tantissimo. Quindi perché denunciare se potrebbe esserti fatale? Il nostro spirito di sopravvivenza non è solo FIGHT or FLIGHT, ossia lottare o scappare. NO, mannaggia, no!
La reazione più diffusa è FREEZE: congelarsi.
Congelarsi durante un abuso sessuale, congelarsi dentro una relazione.
E con l'accettazione e promozione sociale verso l'alcol e l'essere ubriachi per divertirsi, capite bene che TUTTO INSIEME rende molto difficile la cosa.
In primis chi tira schiaffi pensa che non sia grave.
Chi ti urla pensa che sia normale e spesso ti dicono "Mi hai fatto incazzare tu, è colpa tua".
Il punto più folle è che non si dicono: "Ora la tratto male, ora la picchio, ora la umilio".
No, manco per un secondo.
Nelle loro teste loro sono "a posto", ed è questo il problema sociale che poi si ripercuote nelle sentenze italiane o nei processi che fanno victim blaming: ci sono moltissimi uomini nella legge, nelle caserme, negli uffici, nelle legislature. E per loro non è grave, non esiste, ma rilassati non fare l'esagerata.
In Spagna, paese con il più alto livelo di violenza domestica e di genere, il protocollo è stato inserito in modo non saprei dirvi se esemplare ma per mia esperienza fino ad oggi devo dire davvero efficace e al momento ho solo da dire GRAZIE.
So che conoscete il mio ex da anni attraverso i miei social, e avendolo mostrato spesso purtroppo non posso evitare di raccontare la mia storia senza coinvolgerlo personalmente. Vorrei che lo lasciaste in pace, lui farà il suo percorso e spero che questo episodio lo faccia ragionare per smettere davvero di bere ed essere la persona meravigliosa che è quando è sobrio.
Ma io voglio più bene a me stessa.
E allora quella sera con la bocca spalancata per lo stupore di quella parabola gigante col braccio per colpirmi, il mio presente si è fermato.
Ho vissuto frazioni i secondo come minuti ed ho visualizzato quello che dovevo fare, con la lucidità esecutiva che ho sempre durante le emergenze e prendo la leadership: che si tratti di un incidente stradale, di un'altra donna da soccorrere ed accompagnare alla polizia, di fare un massaggio cardiaco, di andare ap rendere due ragazzini che stanno per entrare in fatica ed affogare: io divento una macchina e so cosa fare.
L'esperienza passata con due donne che ho accolto ed accompagnato a denunciare mi è stata CHIAVE per sapere cosa dovevo fare in quel momento: mettermi al sicuro e andare dalla polizia per farmi assistere.
Ecco perché vi racconto questa storia: perché vi influenzi e facciate la cosa giusta per voi o per un'altra se vi trovate in una situazione simile. Perché l'idea inizi a crescere in voi.
BAAAAM!
La mia testa che parte all'indietro e la botta a mano aperta sull'orecchio.
Saranno stati tre secondi che sono durati un'eternità.
Ho preso la boarsa, il mac che era sul tavolo, ho afferrato la Pippa malamente in braccio e sono uscita di corsa senza guardarmi indietro.
In caserma continuavo a cercare il guinzaglio e a dire che non avevo il caricabatterie del computer.
Ma ero andata via, mi ero lasciata dietro una storia di violenza verbale e assistita (perché una volta aveva tirato un sacco di piatti al muro) durata quattro anni e mezzo, che avevo protratto grazie alla mia capacità di far scalare la violenza invece di dirmi: "Veronica: NO".
Ma la violenza fisica è un simbolo che non ho potuto ignorare perché sapevo già che me ne volevo andare, e per me è stato il punto di rottura. Sai che uno schiaffo tira l'altro e no: non eravamo più in una situazione per "gestirlo". E non volevo neanche più farlo, accidenti, per me è stato il punto di non ritorno ed era cristallino:
Valgo di più io.
Conto di più io.
Voglio più bene a me stessa.
Basta, andiamocene.
Ci ho messo due anni perché dovevo diventare forte, e nel frattempo l'avevo lasciato ogni singola volta che tornava ubriaco. Ma poi cedevo.
Mi ci sono voluti due anni perché ho uno storico personale di abusi infantili che rende tutte le mie relazioni difficilissime perché scelgo male, ma anche se sto per compiere 50 anni so che miglioro sempre e non mi autoflagello.
Ognuna deve fare i conti con gli strumenti che ha e capire come usarli al meglio. Io son sempre stata zoppa da quella parte, ma ho deciso che non voglio più esserlo.
Ho detto a pochi amici ed amiche quello che era successo e solo all'inizio mi hanno detto WOW e chiesto come stavo.
Poi basta.
Quindi se non sei forte dentro de ite, non puoi sperare che il tuo entourage ti stia addosso ogni giorno per chederti come va anche se pensi che non sia importante. SPOILER: lo è.
Ma la gente spesso non immagina che un messaggio può contribuire (anche se non sostituire il tuo lavoro intimo) ad aiutarti a mantenere la tua posizione ed evitare ricadute nella relazione. E non possiamo neanche colpevolizzare gli altri perché continuano con le loro vite: tutti hanno dei casini che magari non immaginiamo, ecco perché è importante COSTRUIRCI DA SOLE IN FORZA INTERIORE. Questo è quello che penso, questo è il risultato della mia esperienza personale.
La principessa si salva da sola.
E se qualcuno l'aiuta, meglio.
Io sono diventata forte e adesso non torno indietro.
Vorrei tanto che andasse in rehab per la persona meravigliosa che è, uccidendo Mr Hyde, perché da sobrio è il mio compagno di vita.
Ma non dipende da me.
Non è mai dipeso da me.
E per te amica che hai sentito dei brividi leggendo alcune parti: INIZIA A PENSARE ALLA TUA FORZA.
Pensa che ho detto basta anche se vivo in un camper e sto appena studiando per la patente, figuriamoci riuscire a spostarlo!
Pensa che in 24 ore sono riuscita ad organizzare tutto chiedendo aiuto a chi mi vuole bene e sono riuscita a partire lo stesso.
Pensa che mi sto gdendo una vacanza anche se ho appena lasciato un compagno che dopotutto amo ancora.
Quando dici BASTA, le soluzioni le trovi.
Prima poteva sembrarti impossibile, ma quando sei li che ti salvi da sola, amica, capisci che AVEVI SEMPRE AVUTO LA FORZA, solo che la usavi per la persona sbagliata. Usala per te e vola.
Se invece hai provato soddisfazione nel leggere che sono stata vittima di violenza e adesso sto male, chiediti il vero perché, chiediti a cosa ti serve sapere che un'altra persona ha sofferto e perché ti serve veramente vedere che una persona famosa sui social ha avuto un'esperienza traumatica.
Chieditelo, ammettitelo senza giudicarti e inizia a ricostruire la tua forza: puoi trasformare quella goduria verso i problemi altrui in energia positiva per fare cose belle e salvifiche per te.
Ti voglio bene.
STAY STRANA, STAY FIGA.
Veronica
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