Come ho scelto la Bertha e come funzionano i camper?
Partendo dal presupposto che questo tipo di vita, ossia full time in un camper o in un furgone camperizzato non sia per tutti, a me piace davvero tanto, e anche più di quel che immaginavo!
Ho vissuto in case, appartamenti e persino un palazzo intero di 4 piani con piscina in centro a Milano con un colf che mi portava la colazione a letto e una cameriera che si occupava dei miei outfit. E non rinnego niente di tutto ciò, ho adorato anche quella parte della mia vita e quella me super Sciura con 3 cabine armadio saltando da un taxi all'altro per eventi milanesi.
Ma la me di adesso vuole il suo tempo tutto per sé, e lo vuole in libertà di movimento nella natura. La me di adesso lavora davvero pochissimo e passa le giornate con molta lentezza, senza piani specifici.
E vive su un camper grosso.
Molto grosso.
Di recente mi sono trovata a rispondere a domande che per me sono scontate, ma in effetti per chi non ha mai messo piede su un camper sono cose che generano curiosità.
Tipo: "Ma come ti fai la doccia?" "Come lavi i vestiti?" "Ma come fai a andare in bagno?"
Iniziamo però facendo un distinguo fra le due macro-categorie di questa vita:
- camper
- furgone camperizzato
Il camper è un mastodonte più o meno lungo creato apposta da ditte specializzate come la HYMER per avere tutte le comodità di una piccola casetta. Usano il chassis di base di un furgone, che significa prendere la struttura del motore su ruote e basta, super nudo, e sopra ci costruiscono una cabina 20cm più larga da ogni lato per creare uno spazio ampio.
Eccolo:

Poi inizia il lavoro di strutturazione interna della cabina fatta come una casa o meglio direi come una barca con bagno con WC con lo sciacquone, doccia calda, lavandino. E poi cucina con fuochi, frigorifero, spesso microonde o forno, tavolo per mangiare, armadio, stipetti, deposito per attrezzatura sportiva, portabici nel retro e letti. Ci sono sempre letti per tipo sei persone. In genere uno è già montato mentre gli altri si creano abbassando tavolini o allungando divanetti.
Questo significa che hai deposito di acqua potabile, di acque grigie e nere (da rifornire e svuotare rispettivamente in aree dis ervizio), un impianto elettrico, riscaldamento e spesso anche aria condizionata. Tutto questo comporta una progettazione minuziosa ed un sacco di cavi e tubi da nascondere dietro le paratie.
I furgoni invece nascono come furgoni vuoti e vengono trasformati da privati o artigiani specializzati in spazi per dormire e cucinare, ma rimangono più ridotti. Alcuni sono alti meno di 2 metri per poter parcheggiare anche in parcheggi al coperto, altri più altoni dove ci stai in piedi. Non tutti hanno la doccia o il WC, oppure li hanno estraibili in mezzo allo spazio di vita. Ultimamente si vedono trasformazioni molto belle spesso con base Sprinter con la cabina doccia figa e il WC con sciacquone e tutto. Sono molto variabili e la cosa interessante è che quando "camperizzi" un furgone lo fai esattamente come ti pare a te, mentre i camper li trovi già belli che finiti senza poter spostare il bagno, per dire. Poi però devi passare un processodi omologazione che non tutti fanno. I furgoni sono molto più stretti che i camper.
Io ho camperizzato il mio furgone Lucio nel 2012 (trovi la sua storia nel mio primo bestseller "La vita inizia dove finisce il divano") e conscia dell'enorme lavoro che ci vuole per farlo esattamente cn le comodità che voglio in questa fase della mia vita, questa volta ho optato per un camper già fatto.
E così è arrivata la Bertha, una Daimler Mercedes del 1979 tutta originale fino ai cuscini.
Ma come ho scelto la Bertha?
Prima di acquistarla mi sono fatta una cultura in camper e sono avanzata passo passo una scelta dopo l'altra.
Ho inziato dal budget a disposizione.
I sogni sono belli e i progetti pure, ma spesso hanno dei soldi di mezzo e non puoi fre i conti senza il tuo conto in banca.
Siccome no avevo molti soldi a disposizione ho fatto un audit delle cose che dovevo vendere del locale e mie più quello ceh avevo in banca, e l'ho diviso per 3 per essere sicura di arrivarci.
Il risultato era un budget che poteva farmi acquistare un camper dei primi anni 2000 ultra-accessoriato (25-27mila €), o un camper vintage da 10-15milla da migliorare.
Vi faccio questo calcolo perché un camper nuovo costa più di 100mila euro. Ed anche ad avere il budget, io no spenderei il valore di una casa in un mezzo che a un certo punto sarà rottamato o venduto a un terzo del prezzo iniziale.
Quanto vecchio lo volevo e che motore?
Per l'età avevo come idea gli anni ottanta, perché già negli anni '90 iniziavano a diventare plasticosi e bruttoni.
La scelta del vintage ha due ragioni diverse: lo stile e l'assenza di elettronica. Non sono una fan dei mezzi moderni con molta plastica, mi sembrano anonimi e senza anima. La mia 4x4 Tota, ad esempio, è la mia gioia ed è del 1984.
E preferisco i motori vintage che mi possono riparare un po' ovunque, visto che vorrò viaggiare anche in Africa. Te l'immagini che ti schiatta la centralina in Mauritania? Naaaah!
Quindi per il motore ho scelto Mercedes perché i loro camper vintage sono super affidabili ed è un tipo di motore che ti riparano ancora bene sia in Europa che in Africa, dove Mercedes va per la maggiore.
Vedete come da un'idea vaga "Voglio un camper" si arriva piano piano a capire con precisione cosa cercare?
Andiamo avanti!
Poi mi sono data un limite di kilometri: 200mila, meglio se 150mila.
Un motore Mercedes montato sui camper d'epoca arriva facilmente a 500mila, quindi 200 erano un'ottima base.
Dopo ho capito che mi interessava la camperizzazione fatta dalla HYMER (che camperizzava anche Fiat Ducato, Peugeot, Ford e altri, oggigiorno solo Fiat e Mercedes) perché ha il letto che scende sopra la cabina di guida invece di smontare il salotto o dinette: cosa VITALE per me, dato che mi fa troppo sbatta dover montare e smontare il letto ogni giorno.
Il letto che scende è una figata perché lo tiri giù e ciao.
Da li ho iniziato a studiare i vari modelli di HYMER montati su chassis Mercedes. Vanno dai 5 metri fino ai 7 e passa, e alcuni modelli ormai introvabili sono lunghi persino 9 metri (troppi!).
Ho trovato questo fantastico schema nel blog francese thepadventure, che vi ripropongo qui:

A seconda della lunghezza hanno una distribuzione interna diversa, come vedete in questo schema.
Durante quella fase ho capito che volevo il salotto panoramico a U in fondo, a poppa per capirci, per vedere le meravigliose viste da dove avrei parcheggiato. I camper avevano il salottino dietro fino agli anni '990, poi hanno smesso di metterli per un motivo molto logico: la gente non passava tempo in salotto nìmentre era in vacanza col camper perché andavano al mare o a fare gite in bici o altri sport, quindi hanno eliminato il salottino per mettere un etto molto alto e avere un deposito enorme sotto, accessibile dai lati o da dietro, dove caricano delle bici intere, sup e tanta attrezzatura sportiva più tavolini, sedie, sdraie. I modelli col salottino hanno sempre un deposito ma nettamente più piccolo, bassissimo. A me entrano le tavole, i kite e gli attrezzi. Che per me è sufficiente.
A me invece, vivendoci, piace molto l'idea del salotto, e quello mi ha fatta orientare verso i pochi modelli con quella disposizione. I modelli col salottino hanno anche loro un deposito accesibile dall'esterno ma è nettamente più piccolo, bassissimo. A me entrano le tavole, i kite e gli attrezzi, che per me è sufficiente. I modelli Mercedes papabili con salottino erano due:
B540 con cucina, bagno e salottino a U di 5,40m
S660 con cucina, bagno, dinette e salottino a U di 6,40m
In pratica il metro di lunghezza in più mi dava un ambiente extra (la dinette, dove sono seduta adesso col mio caffettino) e pensa che ti pensa mi sono decisa per quello.
Capire cosa vuoi esattamente ti ottimizza tantissimo le ricerche dell'usato, perché appena vedi che non ha una delle caratteristiche che cerchi, chiudi l'annuncio e ti tieni aperti solo quelli giusti per te.
Cercare camper a caso guardandoli tutti per capire cosa ti piace diventa prestissimo un incubo, non fatelo! Devi sapere il tuo budget di acquisto e le caratteristiche, così fai una ricerca organizzata e proficua.
Ma una volta capito il modello esatto che volevo dovevo trovarne di disponibili alla vendita e anche con pochi kilometri e in ottimo stato: un terno al lotto!
A quel punto, come per Lucio II, ho chiesto proprio qui nella newsletter:
"Qualcuna di voi ne ha uno che non usa in famiglia?"
Ed ho ricevuto UNA sola risposta.
Ma solo una era sufficiente. Grazie Giulia!!!
In que periodo ero ancora indecisa sulla versione corta (trovato a Civitavecchia) e questa lunga (disponibile a Milano) perché quello corto è più parcheggiabile. Poi mi sono detta che ci avrei dovuto vivere per almeno 3 ani e ho detto NO: lo voglio lungo.
Durante la ricerca lo chiamavo Ciccio, ma poi ho scoperto la storia della Mercedes Benz con Bertha Benz ed era chiaro che il camepr sarebbe stato in suo onore. E sapete che ho scoperto il giorno dell'acquisto? Che le due proprietarie precedenti della Bertha erano donne. Cioè: FIGATA!!!
Bertha aveva avuto una prima proprietaria per 3-4 anni ma lo avevano usato solo una volta e avevano capito che il camper non faceva per loro, lasciandolo in rimessa efinché non lo acquistò la signora che me lo ha venduto per usarlo col marito e i bambini. FInalmente la Bertha ha scodinzolato 170mila kilometri per tutta l'Europa fino ad Oslo, e aveva sempre dormito in rimessa fuori Milano, al chiuso. Era PERFETTA!
Bertha è arrivata nella mia vita che ero ancora in team con il mio ex ma l'ho lasciato dopo poco. Non avevo voluto acquistarla a metà perché era idea mia e mi son detta: "Indipendente prima di tutto, Vero, si sa mai". Sotto sotto me la sentivo che non saremmo andati avanti per molto tempo ancora. Era il periodo peggiore a livello economico degli ultimi 10 anni, dopo 2 anni di investimenti massicci nella caffetteria e 6 mesi di chiusura dove ero così depressa per tutta la situazione che non lavoravo quasi più.
Ho venduto un sacco di mobili e oggetti ed ho messo da parte i soldi per la Bertha, il passaggio di proprietà, lì'assicurazione ed il viaggio fino a Tarifa per un pelo.
Ma il budget non è solo l'acquisto, a mio avviso è il doppio o anche due volte e mezza. Tipo se paghi 10, conta che ti costerà 20-25.
Quando compri un camper vintage devi mettere in conto dei lavori di adattamento alla tua vita e delle sostituzioni. La Bertha aveva già molte aggiunte moderne come un pannello solare, il frigo e la pompa dell'acqua nuovi. Ma dovendo viverci e lavorare a tempo pieno avrei avuto bisogno di più pannelli solari, batterie di accumulo e poi di ottimizzare l'acqua potabile. Per cominciare.
Allora prima ancora di decidermi e comprarla ho messo tutti i costi dall'acquisto e le migliorie in dei fogli Excel di lavori in fasi, uno per ogni camper candidato, organizzando le spese in base alle priorità per decidere quale camper comprare a seconda quanto era stato migliorato e quanto avrei dovuto metterci in più. Perché ogni camper partiva con condizioni e prezzi diversi.
Le sorprese
Bertha sembrava impeccabile, ma la sua età era quela: 47 anni.
Da subito ho sostituito tutte le schiume dei cuscini. Dopo un paio di mesi ho capito che dovevo cambiare il serbatoio di acque grigie e adesso i fornelli. Cose che non avevo calcolato, che fra materiali e installazione sono altri 1000€. Questa cifra per me adesso non è un problema, ma lo dico per chi mi chiede quanto costi il tutto per farsi un budget a sua volta e capire se la "van life" possa essere un progetto reailstico o no. Ecco che nell'Excel ci va il 20% in più per le "sorpresine" e siete a posto.
Credo dover sostituire la copertura di 3 oblò a breve, se le trovo. Altrimenti dovrò cambiarli tutti e 3 daccapo. Si stanno anche rompendo le sospensioni delle finestre e le dovrò sostituirle tutte (le sospensioni, non le finestre).
Al momento son qui che cerco di capire come mettere più panneli solari a tetris sul tetto senza tappare gli oblò e il tutto ha bisogno di una struttura metallica su cui poggiarli stile portapacchi e che devo capire se va omologata, e se si: come si procede e che tipo di struttura posso far costruire su misura e come installarla. Ho trovato il blog di un signore che ha restaurato un HYMER identico alla Bertha denudandolo e si vede perfettamente la struttura interna ed osservando un HYMER parcheggiato vicino a me, poco più recente del mio, si vede chìome è fissato il prtapacchi originale HYMER sul tetto ed ho capito come fare.
Dopo di che passerò al bagno col cambio di WC per passare a quello a buste sigillate (le fanno compostabili) in modo da eliminare lo spreco di acqua con gli sciacquoni ed il serbatoio di acque nere.
Il cambio di WC sarà difficile perché bisogna rifare il pavimento del bagno che al momento è una sorta di cabina unica in vetroresina, pavimento incluso. Ma siccome è vecchia e inizia ad avere crepe, questo lavoro andava fatto comunque. Ne approfitterò per installare le famose mattonelline autoadesive brillanti e gommose/imbottite che sembrano vere ma sono di plastica e pesano pochissimo. Il tutto solo per estetica, perché in realtà la doccia la si fa con una tenda da doccia che protegge tutti i muri del bagnetto, ma cambierò anche quella per una con uno stile adatto alla nuova veste della Bertha.
La cosa del bagno va ancora più avanti perché vorrei la infinity shower, che è un sistema chiuso di ricircolo e filtraggio dell'acqua. Ma per poterla fare hai bisogno di un piatto doccia super pulito ed efficiente allo scopo e non sono ancora pronta per pensarci, devo essere sincera.
Prima del WC autosigillante e la infinity shower mi occuperò della cucina che ha bisogno di sostituire il piano fornelli e voglio rifare la parte sotto per lo stoccaggio di stoviglie, bottiglie e cibo. Al momento non è ottimizzata come vorrei e spreco molto spazio.
In parallelo mi occuperò di installare carte da parati sia incollate che autoadesive in dinette e nel salottino panoramico dietro. Dopo averle installate sceglierò le stoffe assciugamano per rifoderare metà dei cuscini come parlavo nel post precedente e ci sarà già un gran cambiamento visivo e di stile.
L'illuminotecnica meriterebe un articolo a sé perché è un progetto delicato. Al momento ci sono dei punti luce decenti ma possiamo fare molto meglio, soprattutto per cucinare.
Come vedete ho molti piccoli progetti da portare avanti e non mi annoierò!
A volte penso a tutto quello che devo fare e mi scoraggio perché sono da sola, ma poi ripenso a come verrà figa e mi ripiglio. Credo che sia per lo stress in cui vivevo prima ed il fatto di non averlo più.
Oggi ho ordinato dei componenti per i pannelli solari che mi ha linkato il ragazzo che li installerà: siamo avviati!
Mi devo organizzare per andare a prendere le carte da parati nel box in città, mi faranno un effettone subito e non vedo l'ora di metterle!
Dalla spiaggia con lentezza,
Veronica
Risposte