Come sta andando il rientro sulla Bertha a Tarifa?
Sarò onesta, ragazze: ho delle giornate SNI e delle giornate MEH.
Il viaggio in Sri Lanka mi ha aiutato tantissimo a passare 3 settimane in una sorta di bolla utilissima per digerire il grosso fuori da ogni richiamo al mio solito quotidiano.
Rientrare è stato difficile perché ero molto agitata ed ho sbagliato un sacco di cose tipo perdere il bus che era davanti a me, non riuscire a fare la ricarica del cellulare e rimanere senza connessione per tre giorni, ecc. Ma ce l'ho fatta a tornare ed una coppia di amici mi ha spostato la Bertha dal parcheggio delle vacanze nei monti per averla di nuovo sulla spiaggia.
Qui non sono mai sola perché è pieno di van e camper di persone che fanno kitesurf e stanno qui qualche settimana o anche qualche mese, e conosci un sacco di gente con storie di vita fighissime. I parcheggi di ogni mezzo si spostano come in un tetris, vuoi perché alcuni sono solo di passaggio o perché vanno in paese a fare acqua ai gavoni e a fare la spesa e non ritrovano sempre lo stesso posto. Ma in linea generale si fa amicizia e ci si parcheggia attaccati lasciando uno spazio in mezzo per mettere sedie e tavolino e mangiare insieme. C'è un grandissimo senso di Community.
La polizia passa più volte al giorno perché siamo nel punto più stretto delle colonne d'ercole ed è un nodo geografico delicato per il narcotraffico. Ecco perché Tarifa non ha praticamente criminalità e i bambini giocano ancor aper strada. L'unica cosa che rubano sono i monopattini elettrici. A me due!
Ogni tanto ho uno spiraglio di positività perché mi rendo conto dei privilegi che ho conquistato per me stessa partendo da altri privilegi che ho ereditato o che ho semplicemente avuto il culo di avere come base perché sono bianca e con passaporto europeo. E si, queste due cose fanno si che io non venga messa in discussione entrando in un negozio come ho potuto constatare quando giravo insieme al mio secondo marito che era scuro di carnagione.
E grazie a questi privilegi che mi sono toccati in lotteria sono partita molto avvantaggiata nella nostra società per cui ho potuto fare un lavoro personale extra su di me e i miei obiettivi partendo da un punto alto, e sono riuscita ad organizzare la mia vita per potermi permettere di non fare niente per mesi e potermi prendere cura di me grazie al mio lavoro estremamente rentabile e la mia scelta di vivere in un camper che decima le spese.
E questo è un fatto non indifferente perché posso passare settimane senza fare niente, solo pensando al menù e a dormire tanto.
Un lusso non comune per la maggior parte delle persone.
Ma alla fine il nostro malessere intimo è sempre valutabile in relazione al nostro contesto emotivo. E io non sto benissimo.
Per fortuna non ho avuto problemi andando nei supermercati in cui andavamo insieme a parte un pelino la prima volta, né per riappropriarmi della Bertha dove abbiamo vissuto insieme i primi 3 mesi.
Dopotutto avevo voluto fortemente che fosse mia e solo mia e mi sono venduta tutto quello che avevo per comprarla in un momento dove avevo passato due anni in bilico senza energie per fare lanci e coi soldi ai minimi storici per l'investimento e chiusura del locale.
Bertha Style
Ho già trovato chi mi installerà i nuovi pannelli solari, chi mi farà il deck sul tetto saldato su misura con la scalettina sul retro che adoro, e chi mi installerà il nuovo WC waterless che mi porterà a dover rifare la vetroresina del bagnetto e mettere nuove mattonelle autoadesive (aspettate il #Lavoretty specifico perché sono ostiche e se non le installate per bene dopo un po' scivolano). Dopodiché inizierò con il restyling d'interni.
Datemi Pinterest e solleverò l'internet!
Sto finalizzando la scelta delle fantasie e colori ed ho preparato una presentazione per gli sponsor dato che filmerò una nuova serie YouTube che si chiama "A tutta vita" che è il mio motto per tirarmi su di morale e recuperare piano piano la mia allegria per questo progetto che è tutto bello e voglio iniziare a godermi, anche se so anche che il dolore va attraversato e non esistono scorciatoie.

Lo schema che vedete qui sotto è uno dei tanti confronti di pattern che ho preparato per decidere gli abbinamenti fra carte da parati e stoffe per i cuscini, cercando di conservare la stoffa di lana dei cusicni originali che è il tartan marrone sotto al centro. Avendo due zone diverse di cuscini: dinette e salotto a U, ho pensato di mettere una carta da parati nella zona dinette (metà sinistra, fantasia foglie e uccelli su sfondo crema) ed un'altra nel salottino con la carta Morris "Strawberry thieves" su sfondo blu.

Nei due estremi della parte inferiore vedete delle fantasie extra sempre per i cuscini perché li voglio modificare parzialmente scucendo un lato di facciata per renderlo "estivo" con della stoffa di asciugamano, e anche li sto testando due fantasie per zona. Il concept è girare i cuscini a seconda della stagione o della meteo, esattamente come si fa coi materassi per estate e inverno. Sono sfoderabili e li ho già lavati a 40° senza problemi. Ho già cambiato tutti i ripieni in schiuma perché aveva ancora gli originali del 79 e adesso è tutto nuovo e pulito.
Per il lato estivo della dinette abbiamo in gara una scacchiera color senape e giallo e un verde a ghirigori. Per il salottino dietro ho optato per delle righe blu più o meno intense. Devo ancora decidere, ma credo quelle più blu.
Alla fine ho scelto di comprare sciugamani esistenti in vendita e non stoffa spugna perché trovo più fantasie belle e anche se sono molto costosi al metro quadro, alla fine devo fare solo un lato.
Farò ricamare il logo della Bertha che al momento è come lo vedete ma non so se è quelo definitivo.
I cuscini quadrati extra fanno parte dell'impianto e sto valutando sia quelli che ho già e mi accompagnano in tutte le mie case (mongolia senape, vellutino turchese, Morris) più una new entry da acquistare che mi sta facendo impazzire: un tartan di lana scozzese di Harris in marrone, verde, celeste e senape che voglio dire: farei tutta la tappezzeria così!!
Ho pianificato andare in fabbrica e nello shop ufficiale Harris quando farò il mio tour della Scozia e non vedo l'ora, che meraviglia!
Anche la scelta dei piccoli elettrodomestici che saranno in vista fa parte della palette e sto valutando il verde salvia o il celeste.
Protocollo di Istanbul
Per chi mi chiede se "Non hai paura di incontrarlo?" non preoccupatevi, perché il mio ex è in un'altra nazione e gli ho fatto notificare di non tornare finché non avrò preso la patente ed andrò via da Tarifa. I dettagli dell'affare in corso sono privati, ma vi dico questo perché me l'avete chiesto in moltissime e capisco che siate preoccupate per me.
La Guardia Civil mi ha appena chiamata seguendo il Protocollo di Istanbul e devo dire che mi fanno un follow up fantastico e sono persone super attente, nel casino sono davvero fortunata di aver avuto questa brutta esperienza di vita in Spagna e non in Italia, dove il Protocollo è stato firmato nel 2012 e rettificato nel 2014 e come purtroppo abbiamo visto non viene applicato.
Io non so perché non venga applicato, so solo che per farlo bisogna formare TUTTE le forze dell'ordine al concetto di consenso nelle relazioni affettive, il rispetto e credibilità delle vittime, modi di interrogare per il report senza attuare la vittimizzazione secondaria, ecc. e creare nuovi protocolli veloci nei Tribunali, che devono essere veloci per fare le udienze nei giorni successivi alla denuncia (in Spagna è subito il mattino seguente). E vedendo i tempi italiani non so come potrebbero implementare una cosa dal genere. Io ho una causa per furti nei miei uffici nel 2019 che ancora sta li in sospeso, per dire.
Privacy
Non voglio evitare di raccontare quello che mi sta succedendo perché ho avuto modo di vedere quanto può aiutare altre donne in situazioni simili, ma devo proteggere il mio ex perché conoscete il suo nome e la sua faccia e non è giusto, a prescindere da tutto, buttarlo in una gogna mediatica quando lui non lo ha scelto. Perché badate bene: io non odio il mio ex e non lo considero una cattiva persona. Lui ha una condizione che fa sì che si comporti in modo violento e anche se non voglio più stare con lui non smetterò di volergli bene ed augurargli il meglio in questa vita.
Ecco perché dopo questo post non parlerò più di un "ex" ma soltanto di come sto io nel mio presente e spero che non lo disturbiate perché credetemi: non è bello neanche per lui sapere che la sua dipendenza ferisce chi ama e deve fare i conti con sé stesso e le conseguenze delle sue azioni.
In un mondo sano non esiste soltanto il Protocollo di Istanbul per le donne vittime di violenza di genere ma anche delle azioni di rieducazione e riabilitazione per gli uomini. Perché punire non serve a niente. Riabilitare e prevenire con l'educazione, invece, si.
Ho già blocato delle donne che lo hanno disturbato pubblicamente offendendomi (si: ho chi monitora i suoi canali perché ho un profilo pubblico e mi indica i profili da bloccare) e non esiterò a bloccare ancora e incluso procedere legalmente per diffamazione o stalking, anche se si tratta di mie clienti.
ABBIATE BUONSENSO, DONNE: buonsenso.
Come stai?
Emotivamente mi sento persa perché come ogni vittima di violenza verbale non vuoi affrontare quello che sotto sotto sapevi già che non andava bene. E siccome lo evitavi, passava il tempo e tutto diventava sempre più impantanato e ingrovigliato che non te la sentivi più di uscirne.
Mentalmente è un carico pesante, la vergogna intima ogni tanto affiora ma con la logica so che ho fatto bene e che la vergogna non è la mia e che l'intero affare non è una questione di cattiveria ma di dipendenza da sostanze, quindi più nell'ambito della malattia.
Ma quando ci sei dentro, più passa il tempo e meno voglia hai di troncarla per tanti motivi diversi. E così quando di colpo finisce tutto ti trovi in bilico e ti manca la terra sotto i piedi. Da una parte provi sollievo perché sei serena e non dovrai più subìre scenate violente, e vi giuro che è una sensazione rassicurante, ma dall'altra parte sei a zero in una quotidianità tutta da riprogettare ed una concezione della tua vita non più in team. E anche se amo passare del tempo da sola, a me piace davvero vivere la mia vita in team. Mi piace tutto della vita in coppia.
È molto difficile uscire allo scoperto con me stessa per mettere sul tavolino che abitavo con due persone diverse nello stesso corpo e che questa cosa non va bene mai. E soprattutto che il bello e meraviglioso di una parte ha fatto si che io continuassi a lottare per diminuire l'altra finché secondo me, dato che vedevo migliorie, non sarebbe sparita.
Ma non sparisce.
Non sparisce mai se non sono loro a volerlo mettendosi in discussione ed ammettendo che hanno una dipendenza per iniziare un percorso lungo di recupero. Questa cosa richiede moltissimo coraggio, e siccome sono dipendenze bisogna capire che è una malattia e non è mai facile rendersene conto né volerlo ammettere. È una malattia che si retroalimenta.
Una cosa però è certa: il lato oscuro non sparisce mai e questo è il risultato della mia lotta contro i mulini a vento.
Se sotto sotto sai già che quelle urla non vanno bene, che quelle umiliazioni, critiche, commenti negativi ti fanno sentire inadeguata, ascoltati. ASCOLTATI.
Perché anche se un commento o critica potrebbe (e dico solo condizionalmente POTREBBE) essere corretto, i modi, motivazioni & attribuzioni di responsabilità in cui vengono espressi fanno tutta la differenza. E se i modi sono sminuenti, denigranti, umilianti, allora chiediti: CHE CI FACCIO QUI?
La violenza verbale è solo il primo step.
A volte rimane attivo solo quello step, ma è sempre e comunque UNO STEP DI TROPPO.
Oggi sono andata a fare la spesa
e l'ho fatta con un piano a tavolino.
Quando vivi in un camper vintage lo spazio, l'acqua e l'elettricità sono limitati. Il frigo è piccolo sottobanco ma non solo: è profondo 20cm.
Quindi la spesa di cose fresche è limitata.
Non uso l'intelligenza artificiale per scrivere né per i miei progetti, ma alcune volte la interrogo per ottimizzare cose tecniche o fattuali come ad esempio fare il giro del menù da camper tenendo conto di tanti limiti e variabili interconnesse come:
- le mie restrizioni alimentari
- frigo piccolo
- freezer minuscolo che non congela ma conserva solo i surgelati
- poco volume di stoccaggio per la spesa
- no elettrodomestici elettrici
- due fuochi molto ravvicinati (pentole/padelle medie)
- tempi di cottura brevi (gas)
- poca quantità di utensili e cose da lavare (acqua)
- non devo avere resti dei miei pasti per non intasare il frigo
E devo dire che correggendo le risposte per aggiustare il tiro, mi ha fatto un gran lavoro di ottimizzazione.
In questi giorni sto progettando i miei pasti tenendo conto di tutti questi fattori ed è un modo per tenermi occupata e per sentire che mi prendo cura di me. Che mi faccio bene.
Non ho veramente fame perché sono triste quindi mi metto pasti e merende ad orari specifici con una sveglia così ho tutti i nutrienti che mi servono.
Il mio compleanno in pieno rientro con la quasi totalità delle mie amiche fuori da Tarifa non ha aiutato, e l'anniversario della morte della mia mamma che cade 3 giorni dopo non aiuta mai. Da 2 anni l'avvicinarsi della mia festa ha perso quel brio che avevo per organizzare degli eventi a tema e non ho ancora ripreso a organizzarli.
Il mio psicologo è in ferie come tutti gli spagnoli d'agosto e non vedo l'ora di rivederlo per fare un piano insieme. Dopo 8 anni di psicoterapia ho potuto imparare tanti strumenti per far fronte ai problemi che mi capitano e sono contenta di come sto reagendo, ma il confronto dal vivo serve sempre.

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