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Perché far semplice quado puoi complicarti la vita?

by Veronica Benini
Feb 27, 2026

L'ufficio Complicazione affari semplici ha aperto ufficialmente battenti in questo 2026 ed è qui per restare. 

Accompagnatemi in un'altra avvincente avventura di questa Saga, dove quest'oggi vi porto in acque sconosciute o almeno pocho discusse nei miei canali: la nail art.

Premessa

Volevo le unghie cattive a punta, le volevo tantissimo e da tantissimo tempo.

Ma fra Lavoretty vari, vita dietro al bancone, kitesurf e praticità generale, rimandavo.

Quando ho pianificato di passare tutto febbraio a Bangkok, finalmente in vacanza, la prima tappa del mio viaggio sarebbe stata come sempre una giornata beauty-coccola fra massaggi, extension ciglia, peeling e unghie effetto tartarugato.
Guardate qua se non sono fighe? Vabbe', gusti son gusti. Io le amo.


Poi la vita è prepotente e mi ha rattenuta prima a Tarifa con l'inondazione del locale e poi di volata in Germania, e a un certo punto rassegnata al mio destino di non vacanze fino a settembre prossimo (per un totale di 33 mesi), mi son detta: me le faccio qui.

E così sono andata in un salone ed ho. prenotato: emozione!

Ho scelto una forma a mandorla bella a punta perché le ho viste a una influ che adoro e le ho trovate super intriganti, ma prima che applicasse il colore ho deciso di tenerle dapprima trasparenti e scegliere un colore nei giorni successivi. Mia nonna le portava esattamente così e le ho volute provare.

E arriviamo al punto di oggi

Questa è la mia review delle prime 24 ore con le unghie nuove, da una che le aveva avute in gel tante volte, ma sempre molto corte e mai a punta.
E non l'avrei mai detto che 5 millimetri di punta avrebbero potuto fare una grandissima differenza.
E invece...
Mi ricorda quando ero ragazza e non volevo ancora fare sesso per la prima volta e alcuni ragazzi mi dicevano convinti: "Ma dai, c'infilo solo la punta!"
La risposta, avrei dovuto sospettarlo, è sempre: "No, la punta no!"

Ma rifocalizziamoci sullle unghie, che sto divagando.

Titolo review: "Ma perché non te lo dicono prima che dopo le punte ti ci vuole un patentino per usare le mani?"

Punteggio
Estetica: 5
Qualità del lavoro: 5
Praticità: -3
Sicurezza: -5
Diludendo: tantissimo

Review

Io non so come facciano le altre persone a fare le loro vite in scioltezza con queste punte attaccate alle unghie, è un mistero.
Ma siccome le volevo tanto e sono belle, le ho pagate e soprattutto mi sono costate un'ora del mio tempo e mi sento comunque super figa, allora PER ORA me le tengo.

Vi porto insieme a me nelle mosse che mi hanno portata a voler condividere questa review col mondo dell'internet perché è stata una sorpresa dopo l'altra.
Possibile che non ne parli nesuna?

Quest'omertà deve finire.


1. Prima cosa che faccio: mi infilo il cappotto e rimango bloccata subito nella fodera delle maniche.
Note to self: chiudere le mani a pungno prima di infilarle in qualsiasi buco.

2. Esco da li e vado a fare la spesa: è andata abbastanza bene ma comunque devi prestare attenzione ad ogni cosa che prendi in mano, tipo che ho rotto la busta di carta del pane come se avessi le lame di Edward mani di forbice, e già mi vien da pensare ai danni potenziali su altri arnesi che prendo in mano di solito ed ho paura quasi come quando avevo l'apparecchio fisso. Chi ha capito, lo sa.
Ma se ce l'ho fatta con l'apparecchio ce la farò anche con le unghie.

3. Devo digitare il pin della carta alla cassa: aiuto! Devi usare i polpastrelli mettendo le dita parallele alla superficie, come se stessi leggendo in Braille. O devi essere una maga con le punte.
Presa alla sprovvista, opto per i polpastrelli. Bene ma non benissimo.

4. A quel punto, uscendo, voglio messaggiare al mio compagno. 
E da li: un disastro!

Ora capisco perché tutte le donne con cui interagisco su Whatsapp e si fanno le unghie in gel MI MANDANO I VOCALI. Maledette.
Scrivere sul fonino richiede un patentino, e adesso che ho di nuovo la passione della scrittura con questo blog, sono disperata sulla tastiera. Non mi piace, non mi abituo, non so se me le tengo.

E però sono belle, mi fano sentire power e adoro il ticchettio per certe cose, anche soltanto fra di loro come una collana di perle che scorre.

5. La foto è della mia mano ed è la meno peggio che ho potuto scattare con una mano sola e l'iphone: non era possibile cliccare sullo schermo per metterlo a fuoco, e dopo alcuni tentativi ho capitolato.
Voto sui selfie con le unghie? MACCOSA.

A questo punto ho portato il mio ragionamento verso altre cose che ero solita fare per bellezza e per sentirmi power come adesso con le unghie: i tacchi.
Ma ahimè le unghie sono nettamente peggio perché al contrario dei tacchi NON TE LE PUOI TOGLIERE E RIMETTERE come le scarpe.
O le togli o le tieni, non puoi fare ON & OFF.

Ma il peggio non era ancora arrivato

Perché se c'è una cosa che questo 2026 mi ha fatto capire fin da subito è che se ti dici alla Igor: "Potrebbe esser peggio, potrebbe piovere", allora non pioverà e basta: ci sarà anche l'inondazione con l'acqua di fogna dappertutto.


6. Devo cucinare e non mi va di tagliare cipolle o armeggiare col coltello, sono troppo fresca e maldestra. Infilo uno Schnitzel surgelato in padella, col burro perché in questa casa non usano l'olio d'oliva (non commento), e cerco di arrabattarmi con la spatola.
Brucio tutto.

7. Mangiare non è stato poi così difficile, ho potuto usare le posate con normalità, almeno quello.

8. La scena più trash, amiche, almeno finora, è stata LA DOCCIA. Ho dovuto lavarmi la testa senza capir bene come massaggiare lo scalpo coi polpastrelli a piatto e le unghie che s'incastrano fra i capelli. Interno ombelico e interno orecchie non pervenuti.

E tutto questo non fa che peggiorare, perché i tedeschi non hanno il bidet.
Ve lo dico chiaro e tondo: ho temuto per la mia bagiana. Te l'immagini farti un graffio d'unghia alla vulva con quelle lame affilatissime e apppuntite? Non ci voglio pensare.

E poi dietro? Siamo oneste: se ti lavi per bene ti tocca passare per bene le dita e polpastrelli bene insaponati davanti e dietro più volte. E poi di nuovo mentre risciaqui.
Arrivata a quel punto non sapevo come affrontare la cosa. 
In un tentativo estremo di prudenza ed auto-conservazione, ho finito per usare i lati delle mani. Ricordatemoi così, accovacciata che mi lavo a ravanate non meglio definite, in una scena da documentario.

9. E mentre ero li che pensavo come tovare il miglior metodo per igienizzarmi con quelle protesi scomodissime, mi sono detta: pensate davvero che sia UNA COINCIDENZA il grandissimo sviluppo tecnologico che hanno avuto vibratori e dildi da quando sono arrivate in massa le unghie in gel?
IO NON CREDO.
L'idea secondo me è venuta come sempre IN DOCCIA ad una donna con le unghie in gel lunghissime, ve lo dico io!
Che poi pensateci: se sei una analogica che fa a manina, come fai? Paura!!

Verdetto delle mie prime 24 ore con le unghie a punta in gel?  Una sola parola: TEPOSSINO

Penso a quelle donne che le hanno lunghe il triplo delle mie, e ragazze: tanto di cappello! Siete delle acrobate, massimo rispetto.

Se avete tips vi prego son tutta orecchie, ditemi tutto nei commenti.

Ci leggiamo presto e mi raccomando: non fate le brave.
Veronica

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