Il culo è mio e me lo gestisco io
Quello che voglio comunicare oggi è molto difficile da spiegare perché sia io che chi legge siamo cresciute (e viviamo tuttora) in una società che ci oggettifica, portando le donne stesse ad auto-oggettificarsi per essere "accettabili".
In più, non ho la cultura e la saggezza dialettica per metterlo per bene in parole, ma credo che sia necessario provarci comunque perché via via che passa il tempo e diventiamo smpre più consapevoli e colte sul tema, riusciamo a centrare meglio il contesto e anche a spiegarci meglio.
Ho iniziato con il blog nel 2006, pochi mesi prima avere diagnosticati 3 tumori al collo dell'utero che mi sono costati la mia fertilità in un periodo della mia vita in cui stavo cercando di avere figli. Doloroso.
Inseminazioni, ormoni, trattamenti e niente. Sentivo che non potendo avere figli non ero neanche più donna al 100%, ed ho iniziato a mettere l'accento su simboli forti come il rossetto rosso ed i tacchi.
E coi tacchi ho scoperto un fenomeno meraviglioso: la postura cambia talmente tanto, che la schiena si deve innarcare (accentualdo la lordosi, non bene), e portando all'indietro la vulva di qualche centimetro.
Seguitemi bene su questo perché è alla base di tutto quello che diventò il mio workshop "Stiletto Academy" e no, ancora: i tacchi non erano uno strumenti di auto-oggettificazione, anzi!
La vulva, spostandosi all'indietro col culo che sporge di più grazie alla lordosi innescata dalla postura su tacco, si apre anche un pochino di labbra. E questo noi lo sentiamo.
Bisogna dare contesto a questo fenomeno, perché all'epoca io lavoravo in ingegneria, in un ambiente molto maschile, dove mi sentivo più power se indossavo i tacchi.
MI SENTIVO.
Non mettevo i tacchi per apparire più sexy davanti agli uomini, anche se è una logica conseguenza, ma per sentire io stessa il mio proprio potere sessuale, ivi potere in generale.
Questa cosa la spiegavo anche nei workshop, facendo un parallelo fra il potere che gli uomini sentono costantemente e come le definizioni e parole del potere abbiano sempre una radice lessicale (e culturale) legata in modo diretto con il potere sessuale maschile, intorno alle erezioni ed i testicoli.
Al punto che anche per definire una donna di potere si usa dire "Ha le palle".
Ma in realtà noi donne non avendo un pene né le palle, non sentiamo erezioni giornaliere (in media 17) né attribuiamo il nostro coraggio e potere al nostro membro sessuale come stendardo. Non abbiamo un membro esterno e quindi non abbiamo giocherellato fin da bambine con esso e non dobbiamo prenderlo in mano per fare la pipì ogni volta. La verità è che noi alla vulva non ci pensiamo mai, in genere.
Noi non siamo amiche del nostro organo sessuale né siamo abituate a vederlo tante volte al giorno né a "maneggiarlo" come lo sono gli uomini o chi ne possiede uno. Noi facciamo la pipì senza vederla e continuiamo a pensare a cosa dire in riunione o alla lista della spesa.
Ma quando una donna indossa dei tacchi abbastanza alti per innarcare la schiena in lordosi, avviene lo spostamento e quasi impercettibile apertura della vulva, facendocela "sentire". Facendoci sentire sessuate.
E questa, per me, fu una rivelazione, perché centrai i workshop di Stiletto Academy intorno al tacco come strumento per sentire potere sessuale e trasformarlo in sicurezza in noi stesse.
I workshop furono un successo e mi portarono a scrivere il mio promo libro!
Fast forward alla fine della Stileeto Academy e la mia vita da "motivatrice" sui social (anche se come definizione non la condivido), e le mie aperture dell'evento 9Muse protestando che i negozi non facevano la taglia 46: ero apparsa in mutande sul palco davanti a migliaia di donne dal vivo e decine di migliaia on line, arboreggiando la mia cellulite .
Parlavo di culi e autoaffermazione molto prima di iniziare a fare uso di chirurgia estetica, ma ho fatto anche quello e sono sempre io, quella che rivendica il potere decisionale sul proprio corpo.
Nel mio ultimo libro, Revoluscion, ho spiegato il concetto molto difficile ed intricato dell'uovo e la gallina intorno alla decisione di una donna di voler modificare il proprio corpo. In pratica spiego che non sono certa ma per niente se la mia decisione di togliere il grasso dalle culottes sia una scelta dettata dal bisogno di piacere e per conformarmi ai corpi veicolati dal marketing, o una scelta mia ragionata e libera. L'ho scelto io liberamente, ma influenzata da cosa? Eeeeh, da tante cose.
Perché viviamo in questa società e anche se tornando al mio peso di prima dopo il sovrappeso che mi portò alla 46 (sono alta 1,58) mi mancavano le tette che mi si erano ingrosasate ingrassando e le volevo di nuovo, il fatto di rifarsi le tette ha sempre una connotazione di adeguarsi al corpo conforme della pubblicità. No?
Non volevo le protesi al seno perché mi sembravano una cosa finta (de gustibus, poi anni dopo le ho messe), allora la prima volta usammo il mio stesso grasso, prelevato dalle culottes de cheval e dalla pancia. E devo dire: figata! Avevo le tette mezza taglia più grosse e mi sono piaciute davvero tanto.
Moltissime donne che avevano urlato in ovazione davanti alla Spora taglia 46 in mutande sul palco si sono sentite tradite dalla mia scelta, perché finché parlo del mio potere sul mio corpo ed il diritto di esistere col mio culone e che nessuno mi debba dire nulla o considerarmi "meno" perché sono come sono, al momento che io esercito il mio potere decisionale e lo cambio, sembra che non vada bene.
Stiamo sempre parlando di persona che decide sul proprio corpo, ma va bene solo se non lo cambia con aiuti esterni (fare sport va ancora bene).
Il problema è quando si attua una scelta che sembra accompagnare il "male gaze" e aderire ai corpi considerati conformi, e lo fa "barando" senza sforzo, andando su un tavolo di chirofano e svegliandosi pronta.
In realtà la chirurgia è sempre un rischio ed i postumi e ripresa non sono facili né una passeggiata, ed è il motivi per cui lìho voluto mostrare, oltre al fatto di non vergognarmi né nascondere di averlo fatto come decine e decine di influencer intorno a me.
Se ci pensiamo, ognuna ha il diritto di fare quello che vuole del proprio corpo, ma siamo diffidenti delle donne che lo cambiano dove il risultato è diventare più conformi ossia magre o giovani, perché è quello che la società ed il marketing ci inducono a fare e si: è sbagliato.
Ma se io faccio una scelta importante come andare in sedazione profonda per togliere grasso e spostarlo dalle cosce alle tette, significa che ci ho pensato. Non è una cosa leggera ed ho deciso di farla e di non nascondermi come sono solite fare le persone con profili pubblici: lo nascondono, oppure se visibile il racconto pubblico diventa sempre una "questione inderogabile di salute", clinica, inevitabile. Io avevo entrambe le cose, sia cliniche perché mi cade mezza faccia per un incidente a 19 anni (quindi blefaroplastica) che perché l'ho deciso io e lo volevo, come traslocare il grasso dalle culottes alle tette.
Conoscendo la tiritera di chi si sente in dovere di raccontare i "motivi clinici" che la portano ad un intervento, ho deciso di raccontare solo il punto del volerlo fare per me, che a mio parere è più onesto.
Cerchiamo di capire il corto-circuito perché è complesso
Abbiamo il potere ed il diritto non discutibile di agire sui nostri corpi. Che sia una tinta ai capelli, mettere protesi in gel alle unghie, farci un tatuaggio, estirpare i nostri peli con la ceretta calda ogni 3 settimane oppure raderci ad ogni doccia, fare sport e diventare super muscolose, aggiungere protesi al seno o al culo, raparci la testa, interrompere una gravidanza.
Sono azioni che appartengono a piani etici e morali diversi nella nostra società, ma accomunate comunque dall'ombrello della decisione di cambiamento dello status quo del nostro corpo, che appartiene solo e soltanto a noi stesse.
Quindi quando la decisione di cambiamento sul corpo si orienta in direzione dei corpi "conformi", il messaggio è pericoloso perché viviamo in un'epoca dove le Kardashian si rifanno come bambole gonfiabili e vediamo tantissime ragazzine iniziare a rifarsi e labbra appena possono, giovanissime, ed è effettivamente un messaggio terribile veicolato da chi ha tanto follower.
Ed io ho davvero tante follower, ma non sono adolescenti: le mie sono concentrate sui 30-55.
Ma non importa: io capisco la delusione, capisco le critiche, capisco l'oltraggio.
E come se non bastasse, dobbiamo aggiungere un secondo strato molto importante che accresce moltissimo la sensazione di oltraggio e di abbandono nella Community:
Il ricorso alla chirurgia o medicina estetica non è soltanto una scelta personale sul proprio corpo che può attuare chiunque: è anche una scelta che parte dal privilegio economico.
Io l'ho fatto anche perché ho potuto permettermi la spesa notevole di tutti quegli interventi, ed è una quantità di soldi che una persona con un normale stipendio non si può permettere.
Risultato?
"La Spora ha fatto i soldi e si è rifatta, è passata dalla parte delle influ finte, l'abbiamo persa".
E si, ci siamo perse in molte. Questo è un fatto.
Ma non farò nessun passo indietro per "recuperarle" perché io agisco in primis per me, non per piacere o essere accettata e seguita dalla Community. E questo è un provilegio che le influencer "classiche" non hanno, perché il loro guadagno arriva dalla quantità di follower e non possono permettersi di perderle. Io invece posso permettermelo ed è un'indipendenza che fa tutta la differenza sull'auto-censura: io semplicemente non la attuo.
Ed è il prezzo che ho pagato io e molte di voi perché ho preferito seguire quello che desideravo invece di allinearmi al 100% ad un'immagine di attivista a cui le influenze dei corpi conformi non fanno effetto, perché non ero io. A me fanno un po' di effetto. Volevo più seno e non volevo la panza e le culottes. L'ho fatto e l'ho raccontato apertamente.
In parallelo ho sembre avuto i capelli bianchi e non sono mai stata interessata a tingerli, e non mi depilo da nessuna parte. E credetemi, questa cosa fa diventare matte molte persone perché lo vedono come un'incoerenza:
"Ma come? Ti sei rifatta le tette ma non ti depili?"
"Ti sei fatta la blefaro ma osi mostrarti spettinata?"
"Corto-circuito, corto-circuito!!"
Sarà piure un corto-circuito per chi pensa che si debba essere conformi e aderire a tutte le regole dei corpi "accettati", ma per me si è sempre trattato di fare quello che voglio IO, VERONICA. Non quello che il marketing mi fa credere che devo volere, anche se su certi punti ha chiatramente vinto come abbiamo visto con le culottes. Ma, ad esempio ,per me i capelli bianchi e due peli sotto le ascelle non sono importanti. Mostrarmi spettinata non mi fa paura né mi fa sentire inadeguata.
Avrei potuto fare tette e blefaroplastica senza mostrarlo e passare inosservata?
Si, avreste visto solo che avevo perso peso piano piano in 3 anni, senza rendervene conto perché in realtà 3 anni diluiscono molto il tutto. Le influencer che si sottopongono ad interventi dicono che era per salute, oppure lo nascondono e si preparano registrando contenuti prima di andare sotto ai ferri, e poi li postano mentre hanno i lividi intorno algi occhi, e così nessuno se ne accorge della blefaro. Per il seno e le culottes è facile: non se ne accorge nessuno e basta, anche perché è sempre consigliato di farli d'inverno.
Ma mai e poi mai avrei nascosto codardamente una cosa dal genere. Preferisco essere presa per incoerente o traditrice che mentire, non lo tollero.
Nel frattempo sono cambiata, come cambiamo tutti ed evolviamo (o involviamo), e adesso non faccio più trattamenti di medicina estetica perché non ne sento il bisogno, ma non significa che:
A) Rifarei ancora il trasloco di grasso dalle culottes e pancia al seno, mi piace tantissimo avere le tette e mi piace non avere più le culottes. Purtroppo la panza è tornata per la perimenopausa e perché non ho fatto liposuzione (che toglie tutto) ma una tecnica che non toglieva tutte le cellule adipose ma solo una parte, quindi meno invasiva e con recupero più veloce. E adesso le cellule adipose rimaste nella panza sono diventate più grosse.
B) Rifarò anche le iniezioni delle cellule adipose (sono solo 10ml) dalla panza al viso per essere luminosissima, è una figata. Non le faccio da anni ma voglio riprendere.
C) Fra qualche anno rifarò anche la blefaroplastica, e non solo perché la mia metà di viso incidentata crolla più velocemente dell'altra metà, ma anche perché mi piace liberare gli occhi, e tanto! Nella mia famiglia la devono fare alla ASL a un certo punto perché diventa un problema per la vista, mentre io preferisco farla prima ed avere l'occhio libero e pimpante sempre e ciaone.
Continuerò a pensare che sono solo io a dover scegliere sul mio corpo, e anche ad essere cosciente che le culottes de cheval non mi sono mai piaciute e sto meglio senza, anche se preferirei fregarmene, ma la realtà è questa. E se a molte persone sembra una contraddizione, che lo pensino pure: è il mio corpo e per fortuna posso decidere cosa fare in autonomia e dov'è il mio limite per trovare un equilibrio di felicità e soddisfazione.
La domanda è: quest'ultima cosa sulle culottes mi viene dalla società che le demonizza? Si, al cento per cento! Perché anche se siamo forti su molti aspetti e come l'ho già scritto in Revoluscion nel 2022: siamo figlie della società che ci ha cresciute ed è molto difficile diventarne immuni.
Devo crocefiggermi perché non ne sono immune al 100%?
No, non lo farò. La mia priorità è essere felice e sentirmi bene.
Magari da vecchia penserò che sono stata stupida e raggiungerò un livello più alto di consapevolezza, ma al momento non è ancora così e non fingerò altrimenti.
Dalla premenopausa con furore,
STAY STRANA, STAY FIGA
Veronica
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