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Un detttaglio importante nelle negoziazioni "senza pietà"

by Veronica Benini
Apr 09, 2026

Stamani raccontavo alla mia psicoterapeuta di come questa grande svendita mi ha aiutato a capire come proteggere i miei limiti con le persone che chiedono cose che io personalmente non sono disposta ad accettare. 

Abbiamo fatto chiarezza sul modo giusto di farlo per evitare che il nostro interlocutore, nella pratica, s'incazzi perché ci percepisce aggressive e magari ci sfancula, facendo saltare la trattativa.

E noi non vogliamo che ci salti, quindi come si fa a mantenersi ferme senza appigli, e senza dare un'impressione di aggressività o bitchyness?

Ecco una delle vostre risposte a proposito dell'articolo di ieri, che mi ha fatto riflettere molto da questa mattina:


Allora ragazze, in realtà (e me lo ha confermato la psy), mantenere i propri limiti e farli rispettare agli altri non è da stronze. È sano e può non essere percepito come stronzaggine.

La nuance sta nel COME lo facciamo.

Se gli dici tipo: "No, guarda: o così o pomì", magari la prende male e chiude o ti sfancula.
Ma se siamo in una negoziazione e vogliamo sia capra che cavoli, ossia portare a termine la negoziazione (richiesta, vendita, compromesso, ecc) mantenendo i nostri limiti, allora il MODO in cui lo diremo può fare un'enorme differenza.

Come dicevo ieri, non dobbiamo esternare nessuna giustificazione: quella è la regola e la rispettano tutti. Se ti giustifichi e inizi una tiritera, significa che non ci credi tanto e devi convincere l'altro. E a quel punto ti controbatte e la negoziazione cambia: il tuo limite viene percepito come negoziabile, mentre non lo deve essere.

Quindi?

Quindi lo dici in modo tranquillissimo, con poche parole, gentile.
Non è il tuo interlocutore ad essere stronzo, è che tu hai la stessa regola con tutti e la rispettano tutti. Non fai differenze proprio per rispetto a tutti quanti.

Esempio: 

"Tienimi questo, questo e questo e te li pago settimana prossima"

Cosa ci viene da rispondere:
"No, o mi paghi subito o non te lo tengo"

Come rispondo io:
"Accidenti, non faccio prenotazioni. Quando vorrai comprarlo e se sarà ancora disponibile, potrai prenderlo. Vendo solo sul momento."

E possono dire:
"Eh ma guarda che io ti pago eh! Promesso!

E allora:
"Ovvio non dico che TU non pagherai, ma per colpa di chi non ha pagato adesso faccio così nel rispetto di tutti e sono molto più serena. Tra l'altro se non sei convinto non comprarlo, ho molta gente che passa e prende le cose subito quindi non preoccuparti per me, davvero. Pensaci bene se fa davvero per te, ok? E se poi vorrai prenderlo, allora torni e se è ancora disponibile lo prendi. Nesun problema, io sono qui fino al giorno X"

Cosa ho fatto?
Non solo ho mantenuto la barriera esprimendo cura per il mio interlocutore e facendogli intendere che percepivo che avrebbe potuto preoccuparsi per me e lo ringraziavo per la premura, ma già che c'ero gli ho messo scarcity: "potrebbe non essere più disponibile". Il tutto con gentilezza e predisposizione.

In generale, quando non voglio dire NO a qualcuno che mi propone qualcosa che non è in linea con quello che voglio fare o con i miei prezzi, non inizio mai con un. "NO,  .....", bensì: "Si" ,"Certo", "Certamente" per essere sempre positiva e propositiva, e far dire di no a loro, esempio con questo evento super quotato in ambito marketing, con messaggi che tendono a farti sentire privilegiata solo perché ti hanno scritto loro, ma se leggi bene alla fine vogliono solo una cosa: che tu promuova l'evento per un anno e durante, in cambio di un ingresso gratuito (valore di mercato 247€), ma per chi vende biglietti è un costo paragnabile allo zero, perché una persona in più non ti cambia niente se l'evento è di tipologia fiera ed i posti non sono assegnati:

Ho letto bene? "durante l'anno" ossia promuovere spesso un evento per vendere biglietti. Certo, come no, corrro!


E attenzione: anche le percentuali di guadagno in affiliazione non sono un'opzione paritaria, e vi spiego il perché.
Per guadagnare la tua percentuale sui bifglietti venduti col tuo link (e vai a sapere di quanti soldi si tratta, spesso è bassa e no vale davvero la pena) devi letteralmente fargli promo con obiettivo di far comprare ai tuoi follower. Ma il punto è che anche se non vendi, la pubblicazione ha un valore (si chiama awareness) e tu esponi il tuo brand ad endorsement dell'evento. Gratis.
Queste cose, per chi lavora on line, hanno un valore ben preciso.

Per chi non ha dimestichezza con il mondo dei "creator" ed influencer, ogni Story, REEL e post hanno un valore preciso. Abbiamo TUTTi un listino prezzi basato non solo sulla quantità di follower, ma anche sulla qualità della relazione che abbiamo costruito lungo anni di lavoro on line con loro. Chi paga contenuti pubblicitari sa che sta pagando per quella fiducia, ecco perché da creator vi dico sempre che bisogna fare super attenzione per non legarsi a brand che non compreresti.

"Eh ma ti hanno invitata gratis"

Quando sei creator, gli inviti non sono mai disinteressati: sono interessati ad usarti per sfruttare la tua audience per promuovere il brand che ti sta contattando. Teniamo bene a mente tutte queste cose prima di pensare "Oh che bello mi stanno invitando!". Anche perché il calcolo è presto fatto: il biglietto ha un valore di mercato pari o maggiore del costo di un tuo contenuto? E secondo, interconesso e non negoziabile: "È un evento al quale andresti comunque, pagando il biglietto? Se hai due NO, non è proprio un buon affare.

Ora, nel mio caso anche io lavoro come marketer quindi un messaggio come quello automatizzato sopra è a tutti gli effetti non adatto a me, ma ho comunque risposto che ho un tariffario per capire come si comportano. 
A quel punto mi rispondono ma con un linguaggio tatticamente al condizionale che li rimette al centro per "eventualmente valutare" e decidere se sia il caso che io mi meriti o no l'invito. Io muerta dal ridere!

 


Ma guardate la mia risposta, che in questo contesto serve solo a chiudere, ma che in altri potrebbe portare ridulati diversi. Non sto dicendo che non voglio fare cose gratis: sto dicendo "Si certo", ma con le mie condizioni.
Mi hanno messo un cuoricino e sono spariti.

La risposta negativa o non risposta (ghosting) vi dice molto sul reale interesse che ha il vostro interlocutore, ossia se volevano soltanto qualcosa, e se non funziona spariscono.

Ecco il succo di tutto questo pippone:

conoscere le dinamiche dietro ad una richiesta, per capire che la maggior parte delle volte non dobbiamo proprio ingaggiarci in quel dialogo. Io lo faccio perché mi interessa analizzare come si comportano certe aziende ed è molto utile per il mio lavoro e le mie clienti.

Cosa significa una non risposta?

Una non risposta è più grave di un "No grazie". Ti dice che finché qualcuno interagiva era perché voleva qualcosa da te, ma se non attacca e ti ghostano, allora significa solo che ti volevano usare ed appena hanno capito che non c'era trippa aggratis, hanno abbandonato la conversazione.

Però c'è da dire una cosa: non sono cattive le aziende che chiedono qualcosa che noi percepiamo come non corretto. Loro hanno chiesto, come lo stanno chiedendo a tantissimi su Instagram (usando probabilmente un bot per mandare la prima richiesta e scremare chi risponde e chi no), ed è una strategia a tappeto che mi aspetto essere applicata da chi lavora con automatismi e funnel. 
Lo fanno perché alla fine del funnel qualcuno accetterà perché gli va di farlo e le richieste a tappeto vengono programmate proprio per raccogliere consensi, a step e con metodo.
E non sono neanche stronzi se pensano solo ed esclusivamente a far promuovere gratis il loro evento a più influencer possibili in ambito digital business: stanno facendo il loro lavoro e basta, a totale beneficio dell'evento. Sono "INTERESSATI"? Si, certo, come lo siamo tutti ai nostri business.

Ma il COME chiudere il dialogo poteva essere non dico fatto meglio, ma proprio direttamente FATTO invece del ghosting col cuoricino.
Un ottimo modo di rispondere per non dire subito di no sarebbe stato: "Giro la proposta in alto, puoi darci la tua mail?"
A quel punto gliela fornivo e finiva li, o mi infilavano in un altro funnel.

Invece è esattamente come i call center che appena gli dici "Scusi chi le ha venduto il mio numero?" senti il TU TU TU che riattaccano alla velocità della luce.

Ma in tutto questo scambio non ci sono dei ragionamenti, sono solo automatismi progettati in modo non efficace. A volte il primo messaggio parte da un programma per poi passare ad un agente "closer" (ossia che "chiude" i consensi per avere gente a fare la promo gratis) ed interagisce ottimizzando il suo tempo e chances solo con chi ha risposto al primo DM inviato dal programmino.

Ma come fai ad essere certa che sia un messaggio automatizzato e mandato a tappeto?

Semplicissimo: quando il saluto è generalizzato senza chiamarti per nome e senza genere, è proprio un messaggio spedito a migliaia di profili. Magari chi non è allenato non se ne rende conto, ma nel nostro mondo chi ti vuole davvero ti scrive facendoti capire che sta scrivendo proprio a te, dicendoti "Ciao Spora (o Veronica), ti seguiamo da tanto (anche se mentono: d'altronde cnon è verificabile e si può mentire benissimo) e vorremmo tanto averti con noi bla bla bla", e solo dopo una intro scritta su misura, si mette un copincolla con tutti i dettagli scritti per benino, che ci sta per non dover riscrivere sempre tutta la tiritera.
Ma quando invece leggi:


Significa che è un messaggio di primo contatto mandato con un programma per scremare chi risponde e passarlo ai closer, oppure a una AI che fa il lavoro di closer, se il mezzo di comunicazione lo permette. Presentarsi con un nome umanizza ed è molto utile, e anche il saluto colloquiale. La realtà, però, è ben altra: quel messaggio è stato progettato per essere spedito a migliaia di profili.

Eiii!... anche no

Ma non dobbiamo mettere di mezzo le emozioni, proprio perché chi di lavoro fa il "closer" per messaggi inviati a tappeto (soprattutto se è un agente IA), lo fa con tantissime chat aperte in parallelo ed ha come unico obiettivo quello di chiudere l'accordo, nel maggior numero possibile. 
Fine. 
E se non ha istruzioni strutturate a seconda dei diversi casi per "finire bene", non lo farà. Che sia una persona o un agente IA.

Dobbiamo eliminare dall'equazione i fatti che ci sembrano reali ma non lo sono, come ad esempio offenderci se qualcuno "gliela prova" ad ottenere qualcosa da noi.

L'obietttivo di questo articolo è aiutarvi a leggere bene fra le righe di quei primi messaggi epr capire cosa significhino davvero e risparmiarvi un'interazione sterile con un agente.

È lecito chiedere, così come è lecito rispondere o non rispondere nemmeno ad un bot se non è proprio nelle nostre corde. I bot non si offendono.

I messaggi son fatti per sembrare appetibili e presentare la proposta come un'opportunità privilegiata, da no perdere. Chiunque voglia usarti gratis costruirà un invito che sembra fantastico, perché se ti dicessero la verità dei fatti, ossia:
"Vogliamo che tu promuova gratis il nostro brand gratis ai tuoi follower" non avrebbe molto appeal, no? 

No.

E questo fatto è vitale per mantenere chiarezza e non lasciarci influenzare da emozioni che sono soltanto nostre mentre dall'altra parte magari non c'era neanche un essere umano bensì un testo programmato e mandato a raffica ad una lunga lista di profili selezionati a monte.

Ma parliamo delle liste, dai!


Le liste di contatti instagram ed email di creator e influencer si tramandano da agenzia ad agenzia, per anni. Io ricevo ancora inviti ad eventi in indirizzi mail che ho ancora attive ma che non appaiono pubblicamente da nessuna parte come contatto da 10 anni: sono in liste che vengono prese, copiate in chiavette USB e portate via da stagisti da un'agenzia all'altra, in dote.
Scolleghiamo le cose e puntiamo al nostro interesse, con strategia.

Se invece siete voi a volere qualcosa da qualcuno e questo qualcuno vi risponde ma no nel modo che vorreste per chiudere un accordo, siate pronte a CHIUDERLA BENE: ne va del posizionamento del vostro brand.


Fun fact freschissimo mentre scrivevo qui:

Mi ha appena telefonato un ristoratore che era passato ieri l'altro e voleva "prenotare" delle cose ma darmi solo una parte del pagamento. 
Io gli avevo detto più e più volte come funziona, ma ho intuito che non voleva recepire. Oggi mi chiama per dirmi che mi fa portare un po' di soldi per fermare delle cose, e gli dico la regola di nuovo, al che risponde: "Ma ieri mi avevi detto un'altra cosa"
Ho risposto: "Uh, no, la regola è sempre la stessa ma mi sa che non ci siamo capiti bene, accidenti! (vispa teresa sempreeee, e Biacaneve ancor deppiùuuuu) Tra l'altro stamani ho già venduto alcuni dei pezzi che volevi, quindi ne rimangono solo TOT."
Allora ha risposto che mi manda una persona oggi con il totale per prendere alcune cose ma non tutte, confermando il mio punto: ossia che non vale la pena accettare di "fermare" delle cose senza pagarle, infatti ha rinunciato.

Senza pietà ma col sorriso sempre.
Y adelante, Pedro!

 

NEWS: CI VEDIAMO A MILANOOOOO?

Ragazze, a fine aprile sarò a Milano per ritirare il camper (ancora non so la data precisa, dipende da quando finirà il Dottor meccanico) ma volevo dirvi che voglio fare un aperitivo per farvi conoscere Ciccio prima del progetto d'interni e vederci dopo 4 anni. Non vedo l'ora!

Siccome Ciccio ha la targa di veicolo storico credo sia possibile entrare in zoma B, ma devo ancora fare per bene gli accertamenti. Se così non fosse ci vediamo un po' più fuori, mal di poco.

Comunque sia non vedo l'ora di vedervi ed abbracciarvi dal vivo!

Rimanete connesse con la newsletter, e appena avrò la data dell'aperitivo milanese la metto chiaro nell'oggetto della mail, così sapete quale aprire per vedere le info.

A prestissimo!!!!
State strane & fighe.

Veronica

 

 

 

 

 

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