Sorellanza
Ho ricevuto più di duemila messaggi fra email e DM su Instagram, ho finalmente finito di leggerli e sebbene sia impossibile rispondere per bene e come vorrei e meriterebbe ognuna di voi, voglio farlo collettivamente perché in un momento dove mi premeva esprimermi per dire alle moltissime donne che sono in una situazione difficile che non dobbiamo vergognarcene, siete state voi a venirmi in soccorso riempendomi di amore e di supporto.
GRAZIE!
Ho letto ogni singolo messaggio ed ogni singola mail ed ogni singolo commento al post.
Ad alcune ho chiesto il permesso di pubblicare uno screenshot di messaggio ed avrei voluto ripubblicarne a centinaia, perché gli spunti per farci riflettere e per ispirarci e darci forza sono stati tantissimi!
Quello che non avrei mai immaginato è che le storie di violenza verbale sono davvero tantissime. E questo dato è folle perché riflette una situazione davvero critica negli uomini che non so analizzare perché non è di mia competenza, ma non posso fare a meno di prendere atto che il patriarcato e la mascolinità tossica e FRAGILE siano molto diffusi e capillari di quello che pensavamo. È ovunque.
Il nostro silenzio, la nostra "gestione" in privato e la nostra maschera pubblica per proteggere la nostra idea di famiglia oscurano un fenomeno così grosso che mi ricorda la favola del Re nudo. E siccome ognuna di noi si protegge nel suo piccolo nascondendo la realtà, stiamo proteggendo un fenomeno globale nefasto.
Perché se un uomo, mille uomini, milioni di uomini hanno bisogno di imporsi con violenza al seno delle loro relazioni, significa soltanto una cosa:
che ci temono talmente tanto, che si sentono minacciati in un modo così spaventoso che ci tengono spaventate loro per primi per non vederci brillare o semplicemente essere alla pari. E questo lo hanno IMPARATO fin da piccoli, perché nessuno nasce così coglione.
Il comportamento che hanno è un po' come avere a che fare con un bambino di 2 anni coi super poteri distruttivi che fa i capricci, quindi cerchi di non farlo incazzare per limitare i danni. Ed è un lavoro costante anche perché il bambino non crescerà mai.
Ma soffermiamoci sulla prima parola che ho usato: BAMBINO.
Bambino anche perché non si rende conto di essere nel torto: esige e basta perché gli viene da fare così e non ci pensa perché non ha neanche gli strumenti per ragionare in quei termini.
Ma noi non vogliamo avere un altro figliolo al posto del nostro partner di vita.
So che ognuna deve fare il proprio percorso di consapevolezza che, come stiamo vedendo per chi ne è uscita, ha rappresentato ANNI, senza contare chi dice esserci ancora dentro da molto e non vede una via d'uscita.
Ma credo anche fermamente che ci mettiamo degli anni perché pensiamo di essere le sole e che non sia poi così grave perché non ci sono botte, quindi come si fa a dire che è violenza di genere? Come faranno a crederci se ci dicono che siamo noi a farli arrabbiare? Come fai se ti fanno pensare che sei tu a non essere abbastanza o non brava a gestirli? A un certo punto finisci per crederci anche tu.
Per arrivare alla consapevolezza ed alla forza per tirarcene fuori mentre siamo in una gabbia con un bambino capriccioso e violento dobbiamo pensare da sole, capire da sole, superarci da sole e fare lo sforzo di dire BASTA da sole. Il tutto dentro a una gabbia senza confronto, senza supporto, senza strumenti utili allo scopo e senza sapere che invece siamo milioni in parallelo in milioni di gabbie simili e basterebbe confrontarci per sentire la forza dello sciame.
Riusciamo a vederlo esternamente nelle altre situazioni, ma quando siamo nell'occhio del ciclone non lo vediamo e puntiamo a sopravvivere raccontandoci versioni edulcorate della nostra realtà, e auto-censurandola per non vederla.
I pochi commenti sotto il mio post precedente sono uno spaccato delle migliaia di messaggi e mail che ho ricevuto in queste ultime 48 ore, e leggerli tutti insieme ha un impatto fragoroso: non è più il silenzio di una donna che crede che debba stare in quella situazione ma il rumore di tante storie che ti fanno capire che è una piaga sociale e che siamo accomunate nella sofferenza e la solitudine, ma se ci mettiamo insieme diventeremo più forti e spezzeremmo la catena più in fretta.
Perché la realtà è che siamo milioni.
E se noi milioni iniziamo a sentire le storie delle altre e a visualizzare le situazioni terribili e diffusissime, sono certa che accelereremmo di moltissimo le tempistiche per arrivare all'unica conclusione possibile se il nostro partner non capisce che si deve curare: ricominciarci senza di lui.
Il Re è nudo, e noi abbiamo smesso di vergognarci di aver scelto male.
Abbiamo smesso di vergognarci di "rovinargli la reputazione"
Abbiamo smesso di vergognarci di cosa dirà la gente.
Abbiamo smesso di vergognarci di averci messo degli anni per uscirci.
Abbiamo smesso. Punto.
Gisèle Pelicot dice che la vergogna deve cambiare lato, ed ha ragione.
Io vi dico che la FORZA deve tornare a noi: smettiamola di usarla per gestire quei bambini capricciosi e sfruttiamola per progettare la nostra uscita per ricostruirci, per RICOMINCIARCI.
Che la Forza sia con noi, sorelle.
In queste ultime 48 ore ho iniziato a visualizzare come fare a creare questa rete in un posto sicuro e tornerò da voi con le idee più chiare perché ognuna di noi possa essere la MUSA delle altre.
Mai più sole.
Veronica
PS: sono anche convinta che si debba trovare il modo di aiutare profesionalmente gli uomini che non riescono a controllarsi, iniziando dal trovare un modo perché capiscano che hanno bisogno di sostegno per imparare a vivere relazioni sane. Ma prima di aiutare qualcun altro a mettere la maschera di ossigeno dobbiamo indossarla noi.
Respira, sorella. Tu per prima.
PPS: a tutte le persone che votano chi è contro l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole, questo è stato il risultato: il bambino coi superpoteri distruttivi da gestire. Bella prova. Bellissima.
Risposte