Cos'è per te la sopravvivenza? E perché ci rimaniamo incastrate?
Da qualche settimana penso al significato (e stato mentale) di sopravvivenza, esercizio che faccio spesso quando parlo di strategia di business per chi comincia, in modo che non spendano in cose che davvero non servono, e puntino le loro risorse economiche, di tempo e di energia TUTTE verso un obiettivo maggiore, considerando come ottimizzare le 3 aree per riuscirci. Perché a volte, a conti fatti, devi stringere la cinghia in modi che non avresti mai pensato, ma il tuo piano ti dice che lo devi fare per X tempo.
Ma il concetto di sopravvivenza ha valenza diversa a seconda della nostra storia personale, della cultura dove siamo immerse e del nostro intorno sociale.

Io non avrò lo stesso concetto o idea di cosa significhi "sopravvivere" da quello di un'altra persona che non ha caratteristiche simili alle mie.
Per esempio io sono cresciuta nell'Argentina rurale, in condizioni economiche molto modeste, ma in quel contesto ci eravamo più o meno tutti, quindi non sentivamo che ci mancasse qualcosa. C'erano gli ultra-ricchi, come in ogni paese in via di sviluppo dove la classe media praticamente non esiste e vedi il contrasto irraggiungibile coi ricconi, ma sai già che sono così lontani da te che non ti ci paragoni nemmeno e non ambisci a quello: sono cose sovrannaturali e la vita vera è quella che vivi tu coi tuoi amichetti mentre giochi per le strade del tuo quartiere a fare torte di fango tutta contenta. Il tuo confronto ha un grado di differenza abbastanza basso, ed è pier-to pier: ti confronti coi vicini che sono più o meno come te.
Questo mi ha dato dei vantaggi non indifferenti: non sentirmi mai veramente "in mancanza" o "meno", proprio perché non subìvamo il confronto diretto con differenze economiche grosse.
Ho amiche che in Italia avevano accesso a molte più opportunità, tipo banalmente oggetti, ma che si sentivano costantemente "meno" proprio perché la stratificazione sociale era più variegata, ea scuola avevano un confronto diretto con altre classi economiche più alte.
A parità di fatti, loro sono cresciute con molte più oppportunità e cose di me, tipo io avevo solo due paia di scarpe, loro più di dieci. Io andavo a pallavolo del Comune e loro anche a lezioni di pianoforte, gite culturali con la scuola, weekend a MIrabilandia, mangiavano il gelato quando volevano (noi no, era un evento!), eppure sono cresciute sentendo che quelloc eh avevano e quello che vivevano non era abbastanza e con la sensazione, da grandi, che non avevano avuto abbastanza, generando questa ricerca costante di più cose, più soldi.
Fondamentalmente era tutto centrato sulla disponibilità economica, metro di confronto col quale erano venute su.
Vi racconto questo perché è un esempio semplice di RELATIVITÀ:
il tuo giudizio, la tua opinione, la tua esperienza vale per te e IN RELAZIONE al contesto che hai tu e in cui la vivi o la inserisci. E quello che conta è quelli che tu provi, quello che senti, le tue emozioni. Non contano i fatti e la logica, conta come li vivi.
Non possiamo svalutare un'altra persona perché si è sempre sentita "meno" pur avendo molto rispatto ad altre: il suo vissuto è stato reale.
Quindi nel mio esempio, a disparità economica e sociale, io sono cresciuta sentendomi meglio e senza speciali mancanze rispetto ad una coetanea europea che era costantemente esposta alle possibilità maggiori altrui.
A livello emotivo e di autostima, sono stata, nel percepito e nell'emotività, più fortunata io.
Quando sono arrivata in Italia il cambiamento è stato immediato: ho subìto anche io quel confronto ed anche se la mia vita era nettamente migliorata, mi sentivo sempre peggio, sempre "meno". Eppure avevo sempre di più, ma in un contesto che me lo faceva vedere come mai abbastanza.

Ci ho messo una vita a decostruire quel "meno" che avevo integrato in pochi mesi dal mio arrivo nelle scuole italiane, a 14 anni, nel 1991. Ho iniziato a volere più cose, e coi miei lavoretti da cameriera dai 18 anni in poi ho cominciato a comprarmi oggetti: vestiti, sacarpe, un orologio da polso.
Ho continuato con quella lotta ai mulini a vento che chiamerai ben à propos "lotta ai soldi al vento" perché senti che non ti bastano mai e la società del consumo si assicura che tu abbia sempre l'impressione che non ti basti mai, così continui a comprare.
Ho passato decadi cercando di trovare il modo per avere si più e sentirmi finalmente "serena".
E voglio fare un ragionamento
per scollegare le cose
DOPO UN PUNTO DI FLESSO
Seguimi in questo, magari puoi dirmi la tua e ne sarei felice. Qui sotto troverai la sezione dei commenti.
In pratica la SOPRAVVIVENZA è una cifra ben specifica, ognuna ha la sua.
Se hai un affitto, una macchina, un posto dove fai la spesa, le bollette, le rate di qualcosa: la somma di quel totale sarà la tua cifra di sopravvivenza: se hai una disponibilità sotto di essa ti si complica la vita e non riesci ad "arrivare a fine mese". Ma SOPRA di quella, inizia o il risparmio o gli "extra".
Quesa cifra possiamo calcolarla tutti su Excel e tenerla aggiornata, è una linea netta.
Se il nostro lavoro ci fa guadagnare al di sopra di quella cifra, va tutto bene. Se è al di sotto, o ci facciamo aiutare da altri, o dobbiamo riadattare la nostra sopravvivenza tagliando qualcosa. Cambiando casa in affitto, spendendo ancora meno al super, rinunciando alla macchina, ecc.
E la cosa che pensiamo sia impensabile è che possiamo farlo con serenità, senza sentire che ci manca la terra sotto ai piedi, proprio perché abbiamo fatto i conti ed abbiamo un PIANO. E quando hai un piano, è misurabile e sai per quanto tempo sarai in quella fase e quando raggiungerai lo stadio in cui puoi avanzare di una casella, come ad esempio smettere di vivere coi tuoi e riprendere un appartamento per conto tuo: SONO FASI!
Ma il peggio non è questo, perché come ti ho spiegato sopra, col piano hai visione. Il problema può rimanere se tu stai sempre in bilico su quella linea della sopravvivenza, aggiungendo spese senza rendertene conto. In quello stato, la tua mente è sempre sintonizzata con la definizione di
soldi = sopravvivenza
e continuerà ad esserlo quando avrai superato la fase critica e si suppone tu sia arrivata alla serenità e ti possa rilassare. Se continui ad aggiungere spese, continui ad alzare l'asticella e non finisci mai.
Non sarebbe bellissimo abbassare lo stress e dirti che la vita va bene, finalmente?
Purtroppo la nostra società sa benissimo come fare a farci aumentare la lista di cose che crediamo debbano far parte delle cose da sopravvivenza, e li iniziamo a metterci altre voci. Che andrebbe anche bene, ma non in quella categoria. Perché se le consideriamo sopravvivenza e ne aggiungiamo un po' troppe, a quel punto siamo tornate in bilico su quella linea e magari non ce la facciamo e siamo di nuovo in una vita di stress e preoccupazioni.
Capito il giochino?
Vivere in modalità sopravvivenza ci fa stare in allerta continuamente, non serene. E quando non sei serena fai più errori.
Se facessimo davvero l'esercizio Excel di TUTTO QUELLO CHE SPENDIAMO, per categoria, e mettessimo in una tabella solo e soltanto la sopravvivenza vera, la BASE critica, e dopo andassimo a spulciare ad una ad una le voci di spesa al di fuori della sopravvivenza, ci renderemmo conto che possiamo eliminare tante cose da quel totalone, e in quel ritrovare una serenità economica abbastanza presto. Magari anche subito!
Non dico che possa succedere a tutte, ma c'è sempre qualcosa che credevi indispensabile ma invece non lo è affatto, e toglierlo ti libera.
Questo potrebbe andare contro a quello che promuovo io come mio lavoro, perché io aiuto le donne a diventare indipendenti col loro lavoro, o a creare un guadagno EXTRA con i loro corsi on line per raggiungere la serenità economica.
E allora potresti dirti "Ma scusa, basta tenersi tutto nella listona di cose che compriamo già, e aggiungere quei 300-500€ extra ogni mese per stare davvero super serene E CON TUTTO quello che ci piace!"
Eh... no. No perché continueresti a vivere prigioniera di una mentalità che mira sempre all'incremento, e se cominci ad aggiungere 300-500€ mensili vendendo corsi on line, inizierai anche a comprarti cose in più e tornerai subito punto e a capo in modalità sopravvivenza.
Ecco perché ti propongo di farti il tuo Excel delel cose INDISPENSABILI A SOPRAVVIVERE, e poi di osservare ogni voce di spesa che è extra, e capire chi salutare. Ovviamente certe spese non saranno sopravvivenza ma non vorrai separartene, ma guardarle con obietttività ti aiuterà a calmare le spese. E io ti vedo, mascherina, che ricompri trucchi solo erpché in offert< e oddio quella palette costava 57€ e ora solo 27! Ma sono sempre 27 fottutissimi euro che potevi mettere da parte, perché hai già tante altre palette, io ti vedo!

Ti assicuro che dopo quell'esercizio ti sentirai più tranquilla, e allora si: potrai anche pensare alla qualità di vita che raggiungeresti togliendo le spese futili e in più guadagnando un extra per risparmiare (avere un gruzzoletto è sempre cosa buona e giusta) e investire in ESPERIENZE invece che in oggetti, scegliendo da uno stato di serenità invece che da uno stato di stress, equilibrio sul rasoio e vittima di false urgenze o importanze veicolate dal marketing.
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Se hai domande o vuoi chiedermi cosa ne penso della tua idea di corsi, rispondi pure a questa mail spiegandomelo brevemente: io ci sono!
Veronica
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