"Ma non ti vergogni?" No.
Un po' di giorni fa ero a Siviglia dentro un Corte Inglés, (la Rinascente degli spagnoli) per acquistare qualche basic dato che ero rimasta senza vestiti viabili dopo l'inondazione.
Ed ecco come faccio per proteggere la mia salute mentale e le mie finanze prima di entrare nella giungla. Perché i Centri Commerciali e negozi in generale sono trappole per gli acquisti d'impulso: è difficilissimo non comprare cose che non volevi veramente. Vincono sempre loro e non te le rendi neanche conto!
Prima di entrare mi sono fatta una sessione preventiva anti-spreco ovvero un piano per evitare gli acquisti-cazzata perché non entravo in un negozio di vestiti da più di due anni e non sapevo come avrei reagito.
Cosa faccio per evitare le trappole del marketing?
Una lista.
Mi metto a tavolino sulle note del telefono o uno dei soliti quadernetti piccolini che ho sempre con me, e scrivo quello di cui ho veramente bisogno, per non essere guidata dai giretti casuali e cadere negli acquisti d'impulso che sono così ben disegnati nei negozi. Perché i negozi sono psicologicamente progettati per farci comprare in modo impusivo con effetto immediato e un senso di desiderio e voglia viscerale che non ci lasci il tempo di valutare se ci serva o meno. lo shopping è disegnato per il "Voglio", non per il "Mi serve".
Se ci pensate, è stato talmente studiato testato e messo a punto, che nella nostra cultura l'andare a fare shopping è addirittura consuiderato un'attività ricreativa. Cosa che se analizzi con obiettività, fa drizzare i capelli in testa: dei parchi gioco disegnati per farci spendere soldi, che altro non sono che il frutto del nostro lavoro, ossia il nostro TEMPO.
E il tempo è una risorsa PREZIOSA perché non solo è limitato, ma non sappiamo nemmeno su quale totale: puoi schiantare anche oggi se non attraversi alle strisce pedonali.
Io temo i negozi allo stesso modo che le slot machines, che nella mia accezione di trappola sono allo stesso livello perché la dinamica di base è la stessa: spendi soldi per provare un'emozione forte. Ma lo shopping, in più, ti carica di oggetti che non volevi veramente e di cui non avevi davvero bisogno, riempendo la ta casa di roba che dovrai mettere da qualche parte, manutenere e dopo un po' dovrai buttare, perché no: nessuno vorrà quella maglietta sintetica coi maiali che dicono ciao col glitter presa a 35€ su un colpo di testa. Oggetto che se ti va bene puoi rivendere a 5€ on line chattando un sacco con gente che farà domande inutili, impoverendo ancora la tua risorsa più preziosa: IL TUO TEMPO.
La mia lista era:
-1 paio di pantaloni
-1-2 magliette di cotone
-2-3 mutande di cotone
Fine.
Per la mia filosofia, ogni acquisto al di fuori della lista dovrà essere dovutamente vagliato e giustificato dalla mia "Regola dei vent'anni" che vi racconterò un'altra vola ma si capisce che mette in avanti la durabilità pratica e qualitativa di un oggetto per entrare nella mia vita. E poi anche la nuova regola del minimalismo perché fra pochi mesì andrò a vivere in un motorhome e non avrò posto per i doppioni ed i superfluo, o per il "si sa mai".
Ho la mia lista, sono pronta.
Entro nel Centro Commerciale con la mia lista in mano terrorizzata dopo più di due anni che non andavo in una città. Sembravo Maggie Gyllenhaal nella scena del CV bagnato in "The Secretary" e mi avvio decisa verso il piano della moda donna.

Questo film è un capolavoro, btw.
Dopo aver trovato i pantaloni giusti, una nuova camicia bianca di seta per video e consulenze (acquisto EXTRA ma giustificatissimo, uso solo quella e la vecchia iniziava a strapparsi), trovo un'ottima maglietta in puro cotone morbidissima color panna. Solo una, peccato. A quel punto mi avvio verso il piano dell'intimo.
E li, sguinzaglio in totale impunità il mio Spirito-Sciura con le commesse, perché cercare una mutanda fra tanti brand e centinaia di modelli sarebbe stato estenuante. E se ci sono delle commesse, loro sanno tutto e sono la salvezza.
Dobbiamo visualizzare bene la scena, prima:
Indossavo il cappotto cammello Max Mara classico lungo (che dopo qualche anno è già messo malissimo, brand delusione assoluta).
Sciarpone Hermès, stivaloni da cavallo in pelle naturale comprati 20 anni fa e tuttora splendidi, e la mia Goyard marrone classica.
I capelli medio corti con fili grigi, un trucco minimal, perle alle orecchie.
Sciurissima atemporale, di quelle che se dici quello che cerchi non provano a venderti le stronzate sintetiche: si sente subito che vai dritta al punto e non avranno il tuo scalpo con promesse di viscosa.
E a me, questo nuovo status, mi dà delle grandissime soddisfazioni.
C'è una premessa a questo momento, ed è che negli ultimi mesi ho deciso di salutare le mutandine minuscole in microfibra tagliata al laser per delle mutande di puro cotone altissime che stanno al loro posto esattamente nella riga fra chiappe e cosce e poi in alto al punto vita. Niente rotolini da nesuna parte,k niente fastidi. Letterali, comode, sane.
E si: color nudo così stanno sotto a tutto.
Certamente non rientrano nella definizione di sexy che ci è stata inculcata da Roberta nel culo sublime di Michelle Hunziker, ma d'altronde io quel culetto li non ce l'ho più da trent'anni.
Per chi fosse troppo giovane per ricordarselo, ecco il poster di Michelle:

E qui qualcuna starà già pensando senza poter evitare quel giudizio: "Ma cosa penserà il tuo compagno del mutandone da Bridget Jones?"
Intanto, ragazze, ci tengo a ricordare a tutte quante una delle grandi balle del patriarcato: Bridget Jones non era grassa. Guardatela!
Il racconto e la pubblicità del film ci hanno tradite: dire che quel corpo è grasso, che è non conforme, che lei è una cicicona, ecc ecc è terribile e non so da dove cominciare ad incazzami. Non lo farò. Viva Bridget.

Torneremo su questo concetto perché non mi va giù.
Back to the mutande ed il percepito degli uomini sul nostro intimo: cosa dovrebbe mai pensare ilmio compagno delle mie mutande?
E vi rispondo io: niente, non deve pensare niente.
È il mio culo e sono le mie mutande che devono stare dentro i miei pantaloni tutto il giorno.
E se arrivate a 50 anni pensiamo che saranno un paio di mutandine di pizzo a tenere viva la sfera sessuale di una relazione, credo che abbiamo un problema.
Niente in contrario con la lingerie, sono un'amante delle mutandine di pizzo slacciabili coi fiocchetti di raso che ho pubblicato con un tutorial nel numero di Burda nel quale sono anche in copertina (provatele, divertentissime!!) e le amo, ma penso anche che non abbia senso passare la giornata a togliersi le mutande dalle chiappe: non è comodo, mi dà ai nervi e comunque sia arrivata a casa mi doccio e cambio anche intimo, quindi: NON HANNO SENSO. Almeno non per me.

E non potete capire la serenità che mi ha dato questa scelta, è bellissimo!
Che poi per la me di adesso la mutanda perfetta è quel modello super alto, ma per altre donne potrà essere diverso, anche la mutandina mini tagliata al laser perché non la sentono: ognuna sa il meglio per sé.
Il modello che ti calza a pennello è indifferente, quello che a mio avviso è fondamentale è non indossare una roba che ti genera fastidio e che non vedrà nessuno solo perché pensi che sia reputato vergognoso.
La vergogna nella vita sta su altre cose, tipo far sentire inadeguate le donne solo perché pensano al confort delle loro chiappe.
Torniamo al Corte Inglés
Invece di perdere la testa cercando da sola fra centinaia di mutande appese che solo a pensarci mi viene lo sconforto, mi avvio dritta e serena verso la commessa grosso modo coetanea e le dico: "Salve, sto cercando delle mutande in puro cotone, alte, comode, senza fronzoli. Potrebbe acconmpagnarmi?"
"Claro que si"
Lei capisce.
Capisce perché le commesse del Corte Inglés sono del mestiere.
Mi porta subito verso la mutanda della vita (o almeno la mutanda per questa vita di adesso), ed ha perfettamente ragione: il modello ha anche un bordino sdoppiato all'inguine per non sentire elastico o cucitura, ed è esattamente quello di cui avevo bisogno senza saperlo. Appena vedo quel bordino mi rendo conto che le mutandone che indossavo andavano benone, ma quel fastidietto che non avevo rilevato come tale, ossia l'elastico all'inguine, era in realtà un FASTIDIONE! E quel bordino morbido faceva davvero la differenza.
Nel dubbio ne prendo solo due da testare: una nuda ed una nera, e quello stesso giorno parto in Germania.
Dopo averle lavate le indosso, e... CIAONE.
Ho trovato la mutanda della vita e non m'importa un fico secco di cosa pensi la gente: nessuno mi vede le mutande.
E il mio fidanzato?
Be', gli ho detto: "Guarda che intimo sexy che ho comprato, stai buono, non saltarmi addosso ti prego che devo lavorare!"
E lui ha riso.
Fine.
Ho cercato il modello in Italia per chi di voi fosse nella stessa mia situazione, ma è un brand spagnolo. Non è Sloggi perché anche se per me Sloggi è la definizione di mutanda buona di cotone di tutta la vita, hanno solo modelli con l'elastico sega-inguine di cui parlavo prima. Ed io non transigo: non ho voglia di modelli disegnati da chi non li indossa o che non li fa indossare a corpi di tipologie diverse che li usano davvero. Ossia corpi maturi, non magri e che muovendosi creano frizione. Vedere le nostre mutande su corpi giovani e smilzi nelle confezioni o siti web non aiuta.
Questo aneddoto mi riporta ad uno dei consigli più preziosi che do alle imprenditrici nei corsi e consulenze: fate USARE il vostro prodotto o servizio a gente diversa, per ogni rappresentanza del target! Fatelo usare ed usatelo A LUNGO, e in situazioni diverse. Fatevi dire davvero com'è, se crea problemi o fastidi, perché noi stesse non siamo tutti. I prodotti vanno usati TANTO prima di lanciarli, non basta farli indossare a una modella per le foto.
Sembra stupido, ma in realtà mi capita spessissimo di acquistare prodotti che dopo un po' che li uso si rivelano non ideali, proprio perché vedi e senti che con l'uso non sono al massimo, e gli manca o avanza qualcosa.
Tornando alle mutande, ormai ve le devo far vedere in confronto con una mutanda classica, per capire l'importanza di un dettaglio che cambia completamente la fiducia e fidelizzazione di un cliente: ecco la mutanda classica che avevo e che dovrebbe essere super comoda ma alla fine ti sega l'inguine quindi diventa un fastidio:

Molti brand le fanno col bordino di pizzo che è già meglio dell'eleastico, ma io non voglio il pizzo che comunque può generare fastidio proprio in una zona di attrito, anche perché in queste foto vediamo delle cosce magre, ma in realtà le nostre cosce sono spesso molto più ciccy e l'attrito è di gran lunga maggiore.
Il principio a mio avviso è corretto perché evita l'elastico tagliente del bordo, ma per la mia personale definizione di mutanda ideale, non ci siamo ancora:

Ed ecco qui sotto il modello che ti scordi di indossare e decretato
"Mutanda Sporadica 2026" dalla mia inguine, catafottedomene di cosa possa pensare chiunque, serve solo quello che sento io:

Ho cercato di comprarle on line ma mi tocca andare al Corte Inglés, e per fortuna devo passare da Siviglia al mio rientro, quindi ne prenderò una scorta perchè il cotone ci mette un po' di più ad asciugare rispetto al tanga sintetico. Tra l'altro costano meno della metà delle altre. Ve le ho cercate in Italia, ragazze, per darvi il link, ma non le ho trovate. Sorry. Il brand è PROMISE.
Sicuramente (e lo spero) mi suggerirete un brand che le fa uguali in Italia e potremo diffondere il verbo, per chi "già sa" e vuol far parte del CLUB:

Il punto della storia
La morale di oggi non riguarda le mutande ma i compromessi inutili che facciamo solo per stupide idee o convenzioni, e che senza renderci veramente conto contribuiscono allo stress adizionale di piccoli disturbi che finiamo per considerare "normali" mentre una volta eliminati ti dici: "Ma perché non ci ho pensato prima?!".
Vale per quello che indossiamo, per tantissimi oggetti e vale anche per le persone: se una persona ti genera un senso di inadeguatezza o fastidio: SUCA! Trova delle scuse plausibili per non vederla più, o almeno per frequentarla il minimo indispensabile se proprio devi, ad esempio per lavoro.
Non devono sapere che ti generano fastidio, anzi, a mio avviso è meglio tenerle alla larga con un sorriso, ma PROTEGGITI.
In passato credevo che se mi andavano le mutande in mezzo alle chiappe bastava togliermele con un gesto deciso e via. Mi sembrava anche super power come mossa.
Ma no.
Perché le mutande, così come la gente stronza, dopo un po' tornano ad infilarcisi nelle chiappe.
Se mi vanno le mutande in mezzo alle chiappe, IO CAMBIO MODELLO DI MUTANDA, così non ci tornano più.
Quindi ragazza mia cambia mutanda, cambia vita.
Ci leggiamo presto e mi raccomando: non fare la brava
Veronica
^^^^^
PRIMA VOLTA DA ME? Non perderti la notifica per ogni nuovo post direttamente nella tua mail, ISCRIVENDOTI QUI.
E puoi inviare il link d'iscrizione ad un'amica su Whatsapp se credi che potrebbe dargli po' di muoviculaggio o una risata in un momento di blocco.
MODALITA DI RISPOSTA ALLE MAIL
Le email pubbliche su Spora e Veronica Benini (fra cui le risposte dirette alle newsletter) sono selezionate dalla mia assistente a distanza che legge con attenzione ogni mail per isolare quelle gentili mettendole nella cartella "DA RISPONDERE", dove poi io vi scrivo.
Risposte