Se vuoi fare un torto, dovresti essere più accorta
Una delle caratteristiche più diffuse fra le persone che odiano in rete è, ahimè, la leggerezza. Perché non si tratta quasi mai di stupidità basica, è più quella sensazione di potere che si sente mentre si fa un danno on line a qualcuno, pensando che in rete la gente non riesca a capire che lo stai facendo apposta, e quella percepita posizioe di potere non ti fa analizzare tutte le tracce che lasci e le conseguenze delle tue azioni.
Mi spiego meglio: da ex influencer ho ancora, e onestamente non capisco il perché, una serie di haters che continuano ad essere ossessionate con me. DOPO ANNI. Io sono qui nel mio Café che faccio Bubblke Tea, e queste perosne continuano a fare commenti assurdi su X o in gruppi Whatsapp, come un'attività di svago.
Queste persone provano piacere nel lasciare commenti negativi, messaggi personali con insulti, e altre azioni che pensano nuoceranno al mio business attuale.
Il motivo per cui lo fanno me lo ha spiegato più volte in passato la mia psicoterapeuta, è un motivo stronzo e infimo e vale la pena capirlo insieme, perché la persona che commenta in modo maligno non si rende conto che lo sta fcendo per esternare la propria frustrazione. Quella persona crede davvero che esporre gli errori, aspetto, lavoro e relazione di un'altra persona sia un modo per "esporla" al mondo. IL punto cruciale è quella volontà radicatissima nel voler "smascherare" qualcosa di sbagliato, in modo che le persone che la seguono e la ammirano si "rendano conto" che non è degna di essere seguita e apprezzata. E allora ci provano anche con messaggi privati a tante follower, criticandole per aver messo un like, ed è una lottta contro i mulini a vento.
La cosa importante da capire è che per loro è una causa GIUSTA, perché sono convinte che ci sia qualcosa di marcio sotto e bisogna esporlo per salvare le altre persone dalla "truffa".
Questo credono e questo dicono, quindi per loro è reale e non si discute.
È una missione, una lotta come ne portiamo avanti anche noi per altre cause. Certe persone portano avanti molte cause che sono condivise da tutte noi, ma anche le cause contro certe persone in vista. E per loro hanno la stessa valenza.
Chi sono io per andare a dir loro che hanno un'ossessione senza senso logico?
Nessuno, non sono nessuno. Anzi, io sono la cattiva da smascherare. Io che faccio caffè e gelati devo essere smascherata per chisasà quale crimine indicibile.
Ora vi racconto un episodio che mi è successo con una persona che credeva di fare la furba ma poi l'ho beccata con nome, cognome, mail e posto di lavoro, che era persino stata iscritta alla mia newsletter ed abbiamo delle persone in comune qui in paese. Della serie "So 'ndo abbiti" veramente.
È stato talmente facile seguirne il filo in rete per unire tutti i pezzi del puzzle che mi sono chiesta MA PERCHE? Poi ho pendsato che non tutti sono al corrente di come funzionino i dati in rete e di come sia facile incrociare le informazioni se si lascia traccia. Perché ahimè la lasciamo tutti e poi ce ne scordiamo, ma internet non si scorda manco un pixel.
Mi sono chiesta: Cosa crede che io le abbia fatto? Cosa crede di ottenere con un'azione pubblica contro di me?
La risposta è NIENTE, ma niente che nuocia me. Perché in realtà il guadagno ce l'ha eccome.
Per lei si tratta di quella soddisfazione di sentire di potermi potenzialmente nuocere, e questo ha il potere di farti sentire in controllo. Stiamo parlando della sensazione che puoi immaginare di avere di controllo sulla vita o il lavoro di un'altra persona, potenzialmente, e che sia a portata di telefonino. E, se ci pensate, per molte persone potrebbe essere un pensiero che genera piacere.
Probabilmente la sua vita non la controlla e ci sono tante cose che non stanno andando, ma quest'azione contro la Spora dietro al bancone di una caffetteria la può sempre fare, ed immagino che al momento di premere INVIA si sarà sentita potente e soddisfatta. Quindi a lei è servito molto. Non lo ha fatto per smascherare la Spora, non lo ha fatto per "salvare" gli altri dalla cattiva Spora. Lo ha fatto per sé stessa attraverso una come la Spora, e lo ha fatto usando me per sentire potere e controllo, almeno su un'altra persona (io) che pensa abbia potere sugli altri perché ancora seguita on line. Io ho influenza su decine di migliaia di persone, e a lei basta un'azione da qualche parte per credere di avermi sotto influenza e controllare in qualche modo il mio destino. Ecco il ragionamento intorno alla sensazione di potere.
Facile, dal telefono, con una strategia che immagino abbia pensato essere super furba perché accopiata ad altre azioni simili per depistare, ma in realtà sgamabile perché lavorando on line queste cose le vedo arrivare da lontano.
Sono bizze, capricci e urla esattamente come fanno i bambini per farsi notare. E il capriccio, lo sappiamo. non funziona. Perché è l'esternazione di una frustrazione, non una vera strategia che ci porta al raggiungimento di un obiettivo adulto.
La disperazione altrui non serve a nessuno, a me fa pena misto tenerezza perché vedo il disagio. Ma purtroppo sono l'ultima persona che vorrebbe che l'aiutasse, quindi è un vederla esposta e fragile che non le servirà a niente.
In genere le persone on line vedono gli hater come caratteri forti, ma è tutto il contrario.
Ma chi entra nel gioco dell'odio on line non immagina che sia uno sfogo verso la propria vita e impotenza e si sentono veramente potenti, fino alla prossima volta che vorranno sentirsi in controllo e prenderanno il telefonino per vedere chi abbattere nella loro immaginazione. Finché non toccheranno qualcuno che ci metterà l'avvocato, perché certe azioni on line hanno conseguenze anche economiche.
Ne parlo nel podcast di oggi su PRESENTE.
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