Nella merda nel QUI ed ORA
La situazione è diventata totalizzante: ero partita col voler vendere le cose mie personali in più per passare dall'appartamento al camper, e mi sono ritrovata a dovr svuotare anche il mio locale dopo l'inondazione e a vendere tutto perché non più atto a riaprire. In parole povere: mi tocc achiudere all'improvviso e lo devo lasciare.
Avevo già pianificato delle televendite delle mie cose sia da Tarifa che dalla Toscana, e adesso ho dovuto entrare nelle acque losche di Wallapop e similia, e dico losche perché a gente li dentro non ha pietà e ti chiede la qualunque.
A me dispiace molto dover buttare via tutto quindi sto provando sia a vendere che a regalare per svuotare tutto il locale.
È esaurente. Pensate alla marea d tupperware che vendo per non buttare a 5€ i 10 a delle signore del paese che vengono a fare razzie con 30€ alla volta, aspettando lo stipendio. Questa è la realtà di questo villaggio: sono tutti molto stretti.
So che il mio goal all'orizzonte, la mia lucina in fondo al tunnel sarà il giorno in cui avrò portato il camper nuovo (vintage) parcheggiato davanti al Pink e ci metteremo dentro tutte le nostre cose essenziali.
Ed il resto, che sia partito o meno, diventerà "unimportant".
Perché a un certo punto bisogna dire BASTA e non lasciare che neanche la responsabilità che abbiamo sui nostri oggetti ci affondi nella melma.
Ma parliamo di Ciccio
Nel frattempo ho ridotto la scelta dei camper a solo DUE esemplari: uno lungo in trattativa privata, ed uno corto da annuncio online.
Quello lungo è UN SOGNO anche se non tondettissimo fuori, ma tenuto DA DIO. È ancora più anziano di tutti gli altri, classe 1979 quindi Daimler Benz e non Mercedes Benz, ma tenuto benissimo.
Quelllo corto è più vissuto ma più recente e più "parcheggievole".
A quello lungo del mio cuor devo fare io un'offerta e sto aspettando di farlo portare a fare un check dal meccanico. Non ha un impianto solare potente quindi dovremo rifarlo, e probabilmente ci saranno spese per cambiare tante cose al motore. E in un momento come questo, dove non sono ancora riuscita a vendere la Tota, anche 3000€ di differenza mi creano uno scompenso.
Nel frattempo sono mesi che non faccio un lancio e vivo di risparmi pagando casa e lcoale e con tutto questo stress del locale per le esondazioni delle fogne non mi viene da creare un lancio social e sto arrivando ad avere pochi soldi nel conto.
Ed a questo punto mi sono resa conto che non mi succedeva di pensare "Ho pochi soldi" dal 2016. Sono stata DIECI anni in perfetta serenità economica, togliendomi un sacco di gusti e capricci. Facendo anche tantissimi soldi e reinvestendoli sempre nei miei business.
Quindi adesso sono preoccupata ma non in modo pauroso perché ci sono già passata e non sono morta. Sono stata povera quasi tutta la vita e so che i soldi vanno e vengono. Sempre.
Non mi fa paura rimanere col culo per terra e so che una volta toccato il fondo, io risalgo.
Certo fa rabbia sapere di aver investito così tanto in un locale che non potrà riaprire, ma una volta finita la causa avrò il rimborso della caparra di 50mila euro.
Ma non vivrò aspettando quei soldi, io voglio vivere subito e fare il mio viaggio col camper vintage rifatto super fighetto SUBITO. Quindi ho messo il turbo alla mia mente e mi sono adoperata per vendere tutte le cose che non uso per monetizzare i miei averi inutilizzati, svuotando il locale in parallelo.
Quando nella merda ci sei AL PRESENTE
Quando sei nella merda nel QUI ED ORA come la me di adesso, ma sei un'imprenditrice che ha fatto successo molte volte, sai benissimo che sei in un punto basso di una sinusoide che è in movimento e cambia velocemente se non ti abbatti.
Ma comunque sia, diciamolo, ti girano un po' le ovaie.
Se pensiamo alla struttura delle favole c'è sempre il momento in cui l'eroe cade ma poi si rialza. Steve Jobs fu licenziato da Apple e tornò mega faigo, etc etc.
E però c'è una cosa che non succede mai: mentre l'eroe che di solito è figo sta attraversando un momento di insuccesso, non è che se ne va in giro raccontarlo a tutti. Quel racconto verrà snocciolato alla fine, solo quando sarà risorto con successo come prima più di primaaaaaa fattureròooooo. E più è grosso il successo finale, più si rende drammatico il puto più basso di prima, per rendere la fine EPICA e l'eroe ICONICO. Dalle stalle alle stelle, paro paro. E se non erano stalle ce le facciamo diventare, così fa più effetto.
A me invece adesso interessa molto raccontare la merda nel MENTRE, perché anche se so che casco sempre in piedi e mi rialzo, è troppo facile raccontarlo quando ormai è passata. Son bravi tutti a dire "Eh stavo malissimo" mentre sorseggiano uno Spritz a Positano.
Io in questo momento ho soldi virtuali in jeep, locale, oggetti, mobili, ma pochi con me, pochissimi. E siccome i soldi in asset NON sono veri finché non li riscatti, potrebbero benissimo non diventare mai reali. E non parlo di Sunk Cost ma di probabilità di liquidare asset in tempi decenti.
Ma finché non sarò libera di questo locale merdoso e non a bordo del camper, non sentirò la serenità e leggerezza giuste per pensare a nuovi progetti da lanciare.
Quindi sono BLOCCATA.
Ed è l'abitare questo blocco che mi sta facendo riflettere al concetto di vergogna nel fallimento, perché ci sono tantissime persone che non vedono lontano quando stanno dentro a un buco e si rassegnano. Non vogliono dirlo a nessuno, non vogliono chiedere aiuto, non vogliono che si sappia che sono in una situazione difficile. Come se il fallimento fosse una vergogna, una cosa da nascondere, e non una cosa che SUCCEDE e che può succedere a tutti. Onestamente: l'esondazione di cacca nel locale io non l'avevo messa in conto. Quindi perché dovrei vergognarmene?
Ecco, ragazza: se sei dentro a un buco come la me di adesso, cerca di trovare una lucina in fondo al tuo tunnel per buttarci un amo e attaccartici, così inizi a tirare e diventi più forte ogni giorno. La lucina è una visione di te, un'idea, un piccolo passo concreto. Minuscolo ma reale.
E chiedi aiuto, fatti portare fuori, respira aria diversa!
Io ogni mattino vado a fare colazione fuori perché mi serve andare al bar a salutare gente e stare un po' fuori da questo posto, anche se qui houn amacchina del caffè pazzesca ed il mio caffè mi piace di più ed è gratis.
La merda succede a tutti, anche a Steve Jobs e alle principesse delle favole sessiste, ma in un modo o nell'altro sopravviviamo sempre. Il punto è con quale APPROCCIO, con quale ENERGIA e con quale VISIONE della noi in fondo al tunnel ABITEREMO il nostro buco dimmerda finché non ci usciremo.
Mercoledì faccio la prima delle mie televendite e se mi seguite da tanto ed avete preso l'energia che vi ho dato in questi anni, vi invito a partecipare per sostenere la mia uscita da questo tunnel dimmerda.
Perché io da questa situa ci esco, e poi vi porto con me.
Io sono questa qui, quella che vi dice sempre le cose come stanno e che vi risponde sempre alle mail e i DM.
Stay strana, stay figa.
Veronica
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