Come la perimenopausa mi ha salvato la vita
La notte dopo i mondiali la mia vita è cambiata radicalmente perché l'ho deciso io in una frazione di secondo. Non avevo altra scelta che chiudere la mia relazione dopo un ceffone.
Ma i ceffoni non arrivano dal nulla: prima ci sono le umiliazioni, le urla, e tu che senza rendertene conto diventi sempre più fragile mentre il tuo livello di tollerabilità alle umiliazioni sale di unatacca minuscola ogni giorno e dopo qualche anno sei talmente abituata che ti sembra noemale.
Quando vedi altre coppie più funzionai te ne accorgi ma no te ne vuoi accorgere perché il tuo immaginario è diverso e ti fa rabbia che non sia andata come speravi, come sembrava. Come sembra a tutti da fuori.
Sotto sotto lo sai che devi andartene ma fai fatica a trovare il punto di STOP. C'è sempre un livello in più da accettare e scendi, scendi, scendi. Col senno di poi io quei pensieri li penso come una sorta di preparativi: ero già inconsciamente avviata verso me stessa e ad esempio avevo voluto acquistare la Bertha da sola, a mio nome.
Ma esitavo ancora perché mi dicevo "Quando avrò la patente capirò se voglio starci o andarmene da sola". Sapevo che non andava bene, ma come si decide di finire? Come si trova un punto finale per amare più noi stesse invece di perdonare sempre l'altro?
Lo sapevo che dovevo farlo e lo lasciavo ogni volta che tornava a casa ubriaco. Ma poi ci ricascavo e andava bene per un po'. Ogni tanto mi diceva qualcosa di assurdo e mi dicevo "Vero, no. Anche no" ma non trovavo il coraggio, avevo paura non di lui ma del vuoto, del lavoro di dovermi ricominciare da sola.
Perché anche se si dice "Meglio sole che mal accompagnate", a me sola non mi andava più e mi trovavo benissimo in team. E quanto ti pesa dentro capire che sei nel team sbagliato!
Dopo che ho racontato la mia storia dallo Sri Lanka ho ricevuto più di duemila messaggi con storie simili: molte finite dopo anni, troppi troppissimi anni di esitazioni ed umiliazioni, e moltissime che mi dicevano "Non so che fare, sto ancora con lui".
Io non so cosa dire a chi sta soffrendo ma ha paura di ricominciarsi perché non so farlo, è delicatissimo.
L'unica cosa che posso fare è raccontarvi la mia storia, perché voi con le vostre mi avete dato FORZA in un momento che se lo avessi rivisto forse forse l'avrei perdonato e mi sarei rituffata nel mio abismo, nella mia gabbia.
Miei, si, perché anche se sono passati poco più di 3 mesi e non credo di essere lucidissima, una cosa l'ho capita: è una gabbia che possiamo aprire perché la chiave ce l'abbiamo noi.
E si, ci sono situazioni di dipendenza economica che non lo permettono a molte e sarebbe troppo facile dire: "Esci e trovati un lavoro, fatti un piano" perché anche se spesso è così, nella nostra testa non è così lineare. È nebuloso.
Le vostre mail e messaggi col calvario e poi la liberazione nel vostro racconto anni dopo mi hanno fatto rimanere sul mio binario invece di vacillare ed iniziare a dirmi "Ma vabbe', dai, è solo uno schiaffo ma ti vuole bene, siete una bella coppia" perché quello è il rischio: le influenze esterne che minimizzano e rinforzano il gaslighting che ti fa il tipo. Gaslighting è basicamente quando lui te en fa di ogni e poi nega e ti fa pensare che l'esagerata sei tu, che la pazza sei tu.
E attenzione: nessuno si dice "Ora lefaccio un bel gaslighting" perché non sanno quello che fanno e non lo fanno con l'obiettivo di nuocere: è una reazione di difesa attacco (malata, cagosissima, ma tant'è), gli viene come reazione naturale per spostare la colpa sull'altro/a. Mica ci pensano.
Quindi oltre il danno, la beffa: sono pure ignoranti.
E questa cosa la fanno moltissimo anche amici, parenti e conoscenti perché non sanno cosa vivi tu all'interno, in privato, quando siete soli. Non lo sanno e si basano sulle apparenze.
Bella prova!
E allora ancora una volta vi dico: GRAZIE A TUTTE di avermi scritto, di esservi aperte a me con amore e con rabbia, perché sia le storie che sono finite bene con libertà e ricominciamento che quelle ancora ingabbiate mi hanno fatto dare ancora più sostanza alla miseria che stavo vivendo e che non dovevo più vivere. A non minimizzarla. Hanno rinforzato la mia decisione, l'hanno validata in un momento di profondissima fragilità: il momento del taglio ed i mesi successivi per non rinculare. Quella forza li è preziosa, necessaria, e ti àncora nella tua nuova te. Nelll'amore per te e nello smettere di annullarti per un altro solo perché non vuoi rimanere da sola.
Le storie delle altre ci danno una scossa così forte che ci fanno vedere finalmente la realtà per com'è: inaccettabile.
Perché preferiamo un coglionazzo che ci non ci rispetta invece di stare da sole?
Io ci ho pensato molto e purtroppo non ho una grandissima risposta, è piuttosto triste in verità.
In primis rimanevo perché sapevo che i tipi decenti non sono molti "E figurati se con la penuria (pen intended) che c'è, vuoi che lo trovo proprio io?". E poi perché no volevo stare da sola.
Ma dopo 5 anni ho capito che era meglio sola, guarda. Troppo sbatta.
Ho iniziato a viaggiare di più e sto pianificando di viaggiare ancora tanto attorniandomi di persone che mi vogliono bene.
Sono ancora dell'idea che la mia vita mi piace molto di più con un compagno ma se non lo trovo non posso smettere di vivere.
Vi dico cosa mi ha aiutato più di tutto?
Non mi crederete mai
Allora, con la perimenopausa molte donne hanno un calo della libido, ed io l'ho sentito perfettamente. Da giovane sentivo parlare una zia che diceva cha non gliene importava più e che stava benissimo e io mi dicevo: "Madooo che tristezza una vita senza sesso!"
E poi è successo a me, e sapete cosa?
LA PACE DEI SENSI.
LA SAGGEZZA DELLA MATRIARCA
LO STICAZZI
Bingo!
A un certo punto, non sentendo più il bisogno fisico del mio compagno potevo osservare e valutare con molta più lucidità il resto. E il resto mi stressava, quindi ho cominciato a non fare più compromessi finché lui è esploso perché non sono stata condiscendente su una cavolata e ciao.
Ceffone, io che mi dico "WHAAAAT?" e lo mollo sul momento.
Fine.
In pratica la mia salvezza è stata il menefreghismo del cazzo (letteralmente) della perimenopausa.
Champagne!
Amica che ancora ti tira la voglia e stai per i mille motivi di cui sopra: rifletti alla mia storia e pensa: se togli la paura di stare da sola (che è più una paura che una cosa reale) e la disponibilità sessuale a casa: ci staresti? Il resto della relazione ti vale la pena?
Piantati quel semino e annaffialo pensandoci ogni giorno.
Se cercare di spiegargli che non va bene che ti parli male non funziona, se continua sempre tutto come anni fa, chiediti: cosa ti sta dando? Cosa vi state dando, come vi arricchite e come crescete insieme?
Io non sto ancora bene ma mi sono concentrata sul lavoro che mi stimola e mi appassiona tantissimo ed è un rifugio sicuro da cui ripartire con nuove energie. Di recente abbiamo lanciato Made fur Glam di Serena Fumagalli con un trasportino per cani super chic ed è andato sold out subito ma la buona notizia è che con la prevendita ti regalano la mini borsina per le bustine ed è meravigliosa! QUI vedi la review della Pippa #gifted.

Per il resto vivo un passettino alla volta su un camper che non so ancora guidare e ti lascio immaginare il casino della mia vita di tutti i giorni chiedendo alle mie amiche di guidarmelo ogni settimana per caricare acqua e svuotare le usate.
Ma sto avanzando con la patente (ho passato la teoria, YAAAAAAY!!!) ed ho ripreso il Muro del Piano per riprogettare la mia nuova vita da nomade con un'annata nomade fra la Spagna, Italia, Argentina, i miei saltini a MIami e l'Asia d'inverno che mi manca così tanto. Trovi il Muro del Piano dentro il corso "PLANNING PACK".
Il mio nuovo piano?
Ho deciso di fare 3 mesi per zona, con viaggi in camper in mezzo, e sta venendo molto figo.
Come rimanere forti?
Sapevo benissimo che se fossi rimasta nella vita a Tarifa che facevo insieme al mio ex mi sarebbe stato molto più difficile immaginarmi senza di lui (e quindi progettare e realizzare) la nuove me da single.
Ecco perché sono partita e ripartita.
E tornando ho riscritto la mia quotidianità parcheggiando in un posto diverso e portandomi la mia migliore amica per riscrivere Tarifa con cose nuove. Sono ferma qui finché non passo la pratica, e non vedo l'ora! Poi dovrò imparare a guidare la Bertha perché non è come la macchina della scuola guida e mi ci vorrà un po' per dominarla ma THIS IS MY LIFE NOW.
Nel mio Pinterest e post salvati su Insta c'è ancora tanta Scozia ma guidando a sinistra non è di certo la prima destinazione, quindi andrò di sicuro per un tour italiano, poi la Grecia.
Nel frattempo ho ricominciato a scrivere tutti i giorni sui miei quadernetti ed è una bellissima sensazione.
Ho anche un progetto per voi di cui vi ho parlato un po' che è una sorta di INSPLA ma non so se faccio in tempo a lanciarlo per Natale.
Un passo alla volta, amiche, e ce la facciamo!
Grazie ancora a tutte quelle che rispondono a questa newsletter via mail e a chi mi scrive in DM: fate bene al cuore!
Un abbraccio,
Veronica
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