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La Resistenza: quando non usare la AI

by Veronica Benini
Mar 24, 2026

Ho appena ricevuto una risposta alla newsletter su un tema che ho ricevuto fin troppo spesso, ma oggi abbiamo un'angolazione completamente diversa.

Scrivo un blog dal 2006, newsletter dal 2010 e libri dal 2012. 
Scrivo a mano e tastiera, tutti i giorni, tantissimo.

Ho imparato a scrivere sulla tastiera del PC solo all'università senza un corso di dattilografia, ed è stato un errore grosso. Non uso tutte le dita e sono mediamente veloce appunto perché non ho un metodo professionale. Guardo ancora i tasti invece dello schermo, et voilà che gli errori di battitura mi hanno generato astio, mail offesissime, annunci di "Non ci rispetti, mi disiscrivo".
E va bene: tutto quello che pubblico on line è gratis, faccio del mio meglio ma sono molto attiva e veloce e anche se rileggo, cotinuano sa scapparmi.

Anni fa cirimanevo di merda quando mi scrivevano offese per gli errori di battitura e lo capisco: danno molto fastidio. Ma per la mia pace interiore rispondevo con serenità dicendo che essendo gratis non potevo rimobrsarle, e poi per proteggermi le bloccavo. Ci sono stati almeno tre csasi dove con lo stesso nome si sono riscritte e mi hanno re-infamata, nel corso di ANNI. Ho capito che non potevo ritenermi resopnsabile dei loro problemi.

Oggi però mi è arrivata una mail sugli errori di battitura con tutt'altra angolazione ed è un ottimo spunto per parlarne perché avevo già letto degli articoli a questo proposito.

Ecco di cosa stiamo parlando:

Se notate, ha un "typos" anche lei: la tastiera del cellulare le ha corretto "apposta" con "sposta" e non se ne è accorta. L'ho notato adesso e non mentre la leggevo dentro gmail.

Per risponderle non ho avuto necessità di pensarci, dato che scrivo la mia newsletter a manina e quindi i miei "typos" sono purtroppo miei.

 

L'importanza della scrittura

Ho ritenuto molto importante riprendere a scrivere il blog in un'era dove la maggior parte dei testi viene affidata a programmi d'intelligenza artificiale.

Io uso la AI in modo strategico ma non per produrre i miei contenuti.
 
Ho disegnato la mia vita ed il mio lavoro per avere tempo libero in eccesso e tempo per lavorare più che a sufficenza. Tempo per dedicarmi alle azioni che mi danno gioia, come non fare un cazzo o scrivere.

Questo mio approccio è diversissimo dalla vita quotidiana della maggior parte della popolazione, che col lavoro dipendente da 8 ore al giorno più gli spostamenti non hanno molto tempo libero a disposizione. L'arrivo della IA ha ottimizzato moltissime azioni, dandogli respiro. La tecnologia deve servire noi.

Per conto mio, invece di velocizzare le azioni, le ho eliminate e ridotte. Sono diventata, per mio volere e disegno, ricca di tempo. In un mondo frenetico, io ogni mattina vado a camminare sulla spiaggia col cane.

La cosa che mi sembra strana è che dato il tenore dei miei testi si possa pensare che la AI possa partorire articoli sulle mutande da nonna, le evoluzioni di idee per l'arredo del motorhome e via dicendo. Perderei più tempo ad istruire una AI su ogni singola tematica e mi toglierei il piacere immenso dello scrivere. Perché a volte vi manderei una newsletter al giorno per quanto ho voglia di raccontare cose!

Questo mi fa pensare alla pericolosità del nostro percepito: siccome viviamo effettivamente e senza dubbio in un mondo dove moltissime persone usano la IA per rispondere a mail di lavoro e scrivere saggi universitari, trasliamo questo pensiero a tutto quello che ci circonda, e lo sto vivendo come una sconfitta di pensiero critico.

Io vi garantisco una cosa: la mia newsleter la scrivo io e i miei podcast li registro io senza testo scritto ma solo una scaletta con parole chiave per seguire una struttura: vado sempre a braccio perché non ho la pazienza di strutturare per poi scrivere e poi leggere per registrare. La scaletta mi fa capire che va bene e poi ciao. Per il teatro o StandUp idem: cotto e mangiato.

Sono troppo fiera dei miei pensieri e delle mie idee per affidarli ad un programma per farsi passare per me: brrrr!


Questa mia caratteristica che opta per l'immediatezza ha fatto sì che io non persegua obiettivi né personali né lavorativi che richiedano molto lavoro nelle retrovie: mi stufo prima, mi sento in gabbia e quella sensazione di obbligo mi fasentire intrappolata e mi blocco.

Quando scrivo un libro lo faccio in due mesi ma solo durante 4 giorni per ogni mese, ossia durante il periodo dell'ovulazione, editando subito ogni qualche pagina e una riletta con piccoli editsa il mattino dopo prima di ricominciare a scrivere. Il segreto è anche che siccome io scrivo tanto ogni giorno, arrivata a scrivere un libro posso attingere a tanti brani già scritti prima, che inserisco dove mi servono. 
Il testo arriva alla mia Editor e lei sa che non voglio riscritture, solo piccole ristrutturazioni spostando frasi o eliminandole, e non voglio che tocchi il mio uso delle virgole. Non tocccatemi le virgole!

Certamente potrei educare cerosinamente un linguaggiuo di IA a mia immagine e somiglianza, ma mi fa fatica farlo e, in tutta onestà: mi fa molta paura. Per me scrivere è un piacere, e anche se non sono una letterata e sono ben cosciente di essere solo una blogger che ha scritto libri commerciali, sono molto felice così. Rendiamocene conto: il fatto di essere stata famosa on line mi ha dato il privilegio di avere voi dall'altra parte dello schermo e di vendere 26mila copie del mio libro "La vita inizia dove finisce il divano" che è stato undici settimane in classifica della varia.
In un mondo dove i letterati passano anni a limare un testo e se vendono 500 copie l'Editore sboccia, non è folle tutto questo per una che non è letterata?

Siamo entrate nel periodo cerniera fra la nostra mente e la IA, e il nostro comportamento ed il suo uso definiranno in quale direzione andranno i nostri contenuti e la qualità di quello che produrremo da ora in poi.

Ergo: è vitale che continuiamo a scrivere noi stesse.
È vitale mantenere le nostre aree umane in tutta la loro banalità, complessità e diversità.

Non perdiamo la speranza nell'umanità e facciamo tesoro della risorsa più preziosa che abbiamo per disporne nel modo più umano possibile: il nostro tempo.

Stay strana, stay figa.

Veronica

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