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L'illusione dell'importanza

by Veronica Benini
Sep 21, 2025

Da quando ho lasciato Milano con l'idea ancora vaga ma il feeling potentissimo che volevo MENO in molte aree della mia vita, piano piano ho iniziato a farlo. 

Prima di fare il trasloco di 4 livelli di villa-studio, ho fatto 3 azioni con i miei oggetti:

  1. Ho selezionato le poche cose, fra oggetti e vestiti più qualche stoviglia che avrei portato nella nuova casa nel Sud della Spagna.
  2. Quali mobili, oggetti e cose di cucina avrei comunque voluto tenere in un magazzino e poi in casa di mia sorella che aveva bisogno di tutto, da riprendere nel caso volessi riavere una casa molto grande, tutta da arredare.
  3. Quali oggetti, vestiti, mobili e stoviglie non facevano più parte della mia vita presente e futura, e che avrei messo in vendita per chi volesse dargli una nuova vita.

 

Il processo di separazione fra le tre categorie non è stato poi così difficile perché nella mia testa ero già leggera. Pensavo peggio!
E invece camminavo fra cabine armadio, cucina e varie stanze con la chiarezza di una che MENO HA, MEGLIO STA, senza rinnunciare a delle cose che magari non avrebbero incastrato nella vita al mare, ma che avrebbero fatto comodo a mia sorella in campagna o alla me di una vita futura. 

Lo shock di quantità è avenuto, da influencer di tanti anni, con skincare, make up e regali di brand sotto forma di gadget di bassa qualità, plastica ideata con la sola finalità di creare una Story carina per farvi comprare qualcosa: tonnellate! Ho regalato e regalato ad amiche e conoscenti in una serata di "Acchiappi chi vuo' ", ed ho capito che non usavo poi molto.

Idem per i vestiti e el scarpe: indossavo sempre le stesse cose, e la prospettiva del piccolo borgo sul mare mi ha fatto portare ancora di meno, seppur alla fine mi sono ritrovata con una decina di borse di lusso che ho venduto soltanto due anni dopo e che si sono trasformate in parte del nuovo locale, per migliaia di euro.

Ed è qui che arrivo al ragionamento che mi porta verso te che stai leggendo:

Alla fine avevamo davvero bisogno di tutti quei cambi look, di tutte quelle creme e trucchi, di tutte quelle borse, quelle borracce, quelle shopper?

In città come Milano pare di si, perché la società e gli ambienti che frequentavo richiedevano come regola non scritta certi comportamenti ed una certa apparenza. E le poche volte che sono andata ai dei Galà vestita pazzesca, sono state anche le volte in cui le visualizzazioni ed i DM sono letteralmente esplosi: migliaia.

Ma una volta abbandonato il mondo delle influencer e gli eventi organizzati da brand che sono stati pensati solo e soltanto perché tu possa mostrarli nelle Stories e così voi dall'altra parte del telefonino gli comprate la roba, cosa contava veramente? Non gli eventi, anche se tutto quel mondo glitterato era da sogno, e quella cura che ricevevi con dettagli su misura negli hotel e gli autisti e le riverenze ti facevano sentire speciale.

Per un po'.

Ovviamente ci sono persone che hanno moltisismi vestiti ed accessori perché per loro è un modo vitale per esprimersi. Io non sono mai stata così, per me era solo il prezzo da pagare per stare in quei giri, quindi ho venduto tante cose senza rimorso. Leggerissima.

Ho ridotto i miei vestiti ad una piccola anta di armadio di questa nuova casa sulla spiaggia, e le scarpe sono credo 5 paia. Tutte piatte, orrove! HAHAHAHAHA!

So che state aspettando che torni in Toscana per rivendere tutte le Jimmy Choo abbinate alle clutch di glitter, le Louboutin personalizzate, le Prada da collezione, le YSL di tutti i colori, ecc. E lo farò. Sono pronta, non uso più tacchi. Terrò forse qualcosina in ricordo della Stiletto Academy e per quando vorrò sentire quell potenza dello stiletto, ma il grosso sarà venduto e voglio usare quei soldi per qualcosa che abbia senso per la me di adesso: non oggetti ma esperienze, quindi probabilmente un bellissimo viaggio.

Continuo a frequentare i social e vedo sempre le stesse cose ma il mio percepito è cambiato: adesso intuisco quel senso di urgenza veicolato dalla necessità di avere una pelle pulita con una skincare giornaliera irrevocabile sennò chissà cosa ti succede (niente), invece di mettere al primo posto come ci nutriamo e come integriamo, dato che il nostro corpo lo trattiamo malissimo per mera ignoranza: non sappiamo veramente mangiare in modo corretto per come siamo fatte e quali particolarità abbiamo, e lo sto imparando sulla mia pelle facendomi seguire e studiando nutrizione per gente che, come tutti, va al super e spesso cucina a casa.
SPOILER: la stragrande maggioranza di cose al super non vanno bene.

Non parlerò di integrazione né di nutrizione da nessuna parte perché non è il mio lavoro, io sono solo una che come tutti deve mangiare, ed è per quello che mi sembra VITALE sapere cosa mangio e che effetti ha sul mio corpo. Ma questo sui social pare meno importante dei vestiti, della skincare ed il make-up. Perché si, ci sono tante persone che condividono ricette salutari, ma non sono professioniste della nutrizione, quindi alla fine non impari. Lo trovo così triste questo fatto che pensiamo che l'aspetto sia così vitale e la nostra salute meh!

Adesso ho molto tempo libero a disposizione e lo sto usando sempre in modi diversi, esplorando nuove cose.

 
I primi due anni ho divanato parecchio, vita lentissima, non ho fatto un granché ed abbiamo viaggiato molto col mio compagno. Ho avuto bisogno di molto tempo per riprendermi da cose anche molto brutte che mi erano successe a Milano.

Poi mi è venuta l'idea del Pink che mi ha assorbita per un anno e mezzo, ma adesso che è fatto e funzionante, ho ricominciato ad esplorare altre cose. Frequento corsi on line di mille cose diverse (al momento sto imparando a decorare torte come se fossero merletti, adoro tantissimo!), leggo, cammino sulla spiaggia, vado a corsi e incontri dal vivo qui perché c'è gente di tutto il mondo che organizza di tutto, e sto creando un palinsesto con degli incontri e corsi che più mi son piaciuti, da fare nel retro del Pink.

E sebbene io abbia lasciato Milano, non ho lasciato Veronica né Veronica ha lasciato il suo lavoro principale, che continua a fare: corsi on line e consulenze private per donne, a tema business e lavoro indipendente. Ho tolto la prenotazione delle consulenze in modo automatico dal sito perché voglio scegliere con chi lavorare e non avere sorprese, ed ho lasciato solo un mattino a settimana per farle. Se vivessi di consulenze dovrei aprire più slot, ma siccome ho i miei corsi on line, posso permettermi di lavorare solo quella mezza giornata a settimana, più del tempo per creare i funnel di lancio dei corsi in qua e in là. Fine.

Io non credo di essere stata fortunata perché questo lavoro mi lascia tantissimo tempo libero ed un guadagno che mi permette di investire in progetti nuovi come il locale: io ho voluto questo tipo di libertà e me la sono inventata.

Me la sono cercata, sissignore.

Non tutti i lavori possono essere trasformati in un ecosistema di corsi on line come ho fatto io, ma moltissime persone hanno sviluppato competenze ed esperienza tali da poter creare corsi on line e vivere di quello o comunque sia generare un extra mensile che ti permette di apssare ad un part-time o poterti permettere cose (meglio esperienze, per me) che prima dicevi "Eh, sarebbe bello, ma questo mese siamo troppo giusti".

Ho creato una serie di 3 guide in PDF per esplorare insieme se tu puoi mirare ad un extra dal genere e come farlo, perché a volte crediamo che non abbiamo niente da insegnare a nessuno, ma basta dargli un TWIST per il target giusto e possiamo farlo eccome.

Puoi iscriverti alle mail di queste 3 guide QUI.

Alla prossima e mi raccomando: no fare la brava.
Veronica

 

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