Gli ultimatum ( e nuove idee camper!)
Quando non posso decidere al 100% su una situazione, mi metto delle date limite per attuare il Piano A, B o addirittura C.
Come raccontavo la settimana scorsa, sono in un limbo doppio: aspetto il mio passaporto per partire, e aspetto la formalizzazione di un'offerta per il locale per decidere se mi vale la pena venderlo adesso o no.
E nel momento in cui viene ceduto, la mia vita cambia in modo consistente.
Il dubbio è il QUANDO.
L'ultimatum l'ho dato all'agenzia della persona che vuole comprare il mio locale: entro fine febbraio 2026. Se il 28 febbraio non siamo sicure di una cifra, allora si rimanda ad ottobre.
Perché mettersi dei limiti?
Questo dipende da te e soltanto da te. Perché anche se a volte non possiamo avere il controllo sulla decisione di terzi riguardante una qualche area della nostra vita, possiamo sempre mettere dei limiti.
Gli ultimatum rappresentano dei limiti sani per noi
Possono essere per altre persone o situazioni, o per noi stesse. Secondo me sono utilissimi per mettere fine a delle situazioni nebbiose o poco definite, e poter continuare con le nostre vite senza rimanere in sospeso.
A cosa mi serve il mio ultimatum per il locale?
Mi serve a decretare quando iniziare a prepararmi per la stagione estiva.
Se non lo vendo, ci prepariamo ad un'altra stagione cambiando comunque lo stile della parte Pink, in uno stile più legno e marroni per avere un pubblico meno verticalizzato che nel Pink Cafè che è tutto rose, unicorni e glitter. Nel mio caso mi sono data come limite la data massima in cui posso preparare il locale per la stagione estiva in caso che non vada in porto la vendita: è una questione economica. Perché una cosa è venderlo PRIMA della stagione, e tutt'altra DURANTE, che non ha senso.
A quel punto tutta la stagione estiva 2026, lo mettiamo in vendita subito apertamente per farlo visitare mentre è attivo, e diamo le chiavi ad ottobre.
Da li partiamo con il progetto del viaggio in Portogallo e Marocco per testare la vita full time su 4 ruote con la Pippa ed i nostri amati kitesurf.
Se invece vendo a marzo, il viaggio inizierebbe ad aprile/maggio, a seconda di quanto tempo ci mettiamo a trovare ed arredare il camper.
Che vendiamo il locale adesso o ad ottobre, il futuro è comunque il camper.
Il mio limbo attuale concerne solo il QUANDO. E per non stare in un limbo infinito, ecco che mi proteggo con l'ultimatum.
A seconda del Piano A con un'altra stagione di Pink e La Nevera o Piano B chiudendo tutto subito per cederli, non so cosa sceglierei se potessi.
Da una parte non vedo l'ora di iniziare a viaggiare, ma dall'altra voglio ancora fare una stagione di spettacoli di stand up nel Comedy Club che piace moltissimo e la gente lo adora. E anche io!
Ho capito che non voglio avere un locale come business di vita perché mi tiene ferma 8 mesi all'anno a Tarifa ed è troppo per me, ma quest'esperienza è stata bellissima.
Mi mancherà un pochino, ma mi manca di più l'idea di poter vivere viaggio con Chris e con la Pippa: non voglio più lasciarla ad altri mentre siamo in vacanza, e lavorando on line io posso letteralmente vivere in viaggio.
Se parte il Piano B ossia cedere il locale subito a marzo, dovremo attuare un piano di svuotamento generale e liquidazione di tutto quello che abbiamo tranne il vitale per il camper. Che a pensarci mi fa un po' paura, ma è anche eccitante liberarsi di tutto e rifugiarsi in 15 metri quadri su ruote con una mappa di possibilità infinite davanti, sempre nella nostra chiocciola.
Mi sto facendo un'idea sempre più precisa del modello che mi piacerebbe, e ne discuto con Chris via via che escono aspetti nuovi come il garage con accesso esterno per le tavole ed attrezzi che mi ha suggerito una di voi ed è stata preziosa: grazie Silvia per la chiacchierata super educhescional!
Grazie a lei abbiamo capiti che un camper più vecchio del 2000 non è il caso, che ci vuole quel mega bagagliaio detto garage per un sacco di cose che non pensi ma che ti serve mettere da qualche parte come i monopattini, le cassette degli attrezzi, le tavole da kite e le vele, eccetera.
Il timone puntato verso la libertà
Ho iniziato a pensare fin da ora a cosa dovrò dare via e cosa terrò, perché marzo o ottobre non cambia: dovremo comunque ridurre al minimo. E allora con tempo davanti a me ma sapendo che è comunque imminente perché il tempo vola, io prendo nota mentale ma anche nel cellulare, per categoria. E così inizio a farmi all'idea di non dare per scontato niente e visualizzare cosa vale davvero la pena portare con me.
Con le inondazioni in Andalusia,m che ho subìto anche io nel locale perdendo alcune cose, mi sono immaginata un esercizio estremo:
"E se l'inondazione mi avesse obbligata a prendere solo uno zainetto di cose più la Pippa per scappare: COSA AVREI PRESO?
E in realtà la risposta è stata chiara: ho già lo zainetto per le vacanze pronto, ci avrei infilato dentro il computer, preso la Goyard con portafoglie e documenti, giacca, sciarpa e ciaone. Fine.
Nessun oggetto, solo l'essenziale, e me ne sarei fatta una ragione.
Folle, no?
Poi per fortuna non ho i secondi contati per l'inondazione ed ho anche molte settimane davanti per compiere scelte ragionate. E con questo ho capito che l'unica cosa che terrei e non potrei portare nel camper sono i quadri. E mia sorella ha già detto "no prob" per portarli a casa sua.
Tutto il resto è regalabile e vendibile, e non ha un reale impatto nelle nostre vite. A volte certi oggetti sono "comodi", ma mai "NECESSARI".
L'esercizio dell'inondazione è estremo, ma anche il camper non ci scherza
L'anno scorso mi sono comprata la Cricut, ho una Singer e tante cosine per fare piccoli Lavoretty che non so se includerò nel camper o meno. Sono cose che non uso tutti i giorni ma alimentano la mia creatività e non so se voglio rimanere proprio senza niente di niente. Avendo pochisimi vestiti mi rimane posto per questi oggetti e sto valutando una sorta di kit ridotto per continuare a fare le mie cosine.
Quasi nessun camper HYMER del modello che stiamo puntando ha il forno, quindi credo che sarà una delle modifiche che attueremo. Ci hanno consigliato di non attuare grandi modifiche se lo vorremo rivendere in caso che passiamo al mega camion per fare l'Africa e poi Asia, e anche se capisco perfettamente il senso, io sono dell'idea che se non mi sento davvero a casa, allora non ci voglio vivere. Ergo lo modificherò per renderlo mio, nostro.
Ricordate che vi avevo detto che mi sarebbe pioaciuto farlo in stile Orient Express? Che sarebbe lo stile vittoriano con legno laccati scuri e carte da paratri Morris con dettagli in bronzo ed ottone, un po' come questo qui:

E invece...
Be', sono già passata ad un altro stile che mi gasa di più: non so che nome dargli, ma dato che è sempre legno + ottone + carte da parati, l'ho definito "Victorian Light".
Ecco degli esempi trovati su Pinterest:




Si: il verdino salvia appare e riappare sempre! Lo trovo divino insieme al mostarda ed il panna, con tocchi ottone e legno massiccio di tonalità media.
Per i pattern di carta da parati e stoffe avrò un mix& match con una fantasia Morris più delle righe grosse, magari anche Vickìhy gigante.
Non vedo l'ora di avere il camper fra le maniiiii!
Intro-diusinnng... la van life!
Durante le mie ricerche di modelli di camper affidabili, sto scoprendo un sacco di canali YouTube e Instagram di persone che vivono in furgoni, camper e mini bus, e WOW, ci sono stili davvero bellissimi "non plasticoni" come piace a me! La maggior parte vive lavorando da remoto per le aziende dove erano prima, mentre solo alcuni ce la fanno a fare abbsìastanza soldi con la monetizzazione di YouTube una volta avviato il loro canale con le avventure a bordo.
Io non so davvero se avremo voglia di fare un canale YouTube. Ho drone e tutto il necessario, ma ninzo. Staremo a vedere.
C'è un popolo enorme di persone che fanno questa vita ed ho conosciuto molte persone proprio qui a Tarifa, ma nel mega insieme di chi vive su 4 ruote ci sono tantissime sotto-categorie di stili di vita e modo di viaggiare che non i erano chiare.
E la mia visione si fa sempre più chiara, sempre più forte.
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