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Chiudere un business

by Veronica Benini
Mar 08, 2026

Qualche mese fa ho preso una decisione controcorrente: ho deciso di chiudere i miei 2 locali perché volevo viaggiare a tempo pieno.
E la reazione più normale sarebbe: "Ma perché butti via tutto?"
Perché a volte si cambia idea e penso che valga di più la pena seguire te stessa che non un progetto che non aderisce più al tuo stile di vita.

E si, ovviamente, sono decisioni che costano care economicamente, ma la domanda che ti faccio oggi e di cui parleremo è: Cosa ti costa di più: rimanere o chiudere?

Iniziamo con la definizione semplice di sunk cost, ossia costi affondati:

Il sunk cost è denaro, tempo o impegno già spesi in un progetto o in una decisione che non possono essere recuperati, indipendentemente dalle azioni future.


Per me è il prezzo dei bagni rifatti, dell'impianto elettrico e dei mesi spesi per fare i lavori da soli. E anche delle spese di ingegnere e progetto e di apertura di licenza. Per fortuna in Spagna sono molto più bassi che in Italia, ma sono comunque soldi che non torneranno.

I sunk cost sono tutto ciò che abbiamo già investito — soldi, tempo, fatica, speranze — e che non possiamo più recuperare, ma che spesso ci trattengono dal cambiare strada e che continuiamo a onorare anche quando restare ci costa più che andarcene. E diventa sunk cost FALLACY.

La sunk cost fallacy avvviene quando non vogliamo mollare presa sugli investimenti già fatti che non torneranno indietro — ma che, invece di restare nel passato, continuano a influenzare il nostro presente e a rubare il nostro futuro.

E non solo: continuiamo a buttarci tempo e denaro sperando in un succcesso che non arriverà mai, ingrandendo il buco nero. Più è grande il buco, più soldi ci buttiamo e meno vogliamo smettere.

Per me, la definizione di sunk cost deve essere valutata non al passato come investimento a perdere, ma al futuro come gabbia che ci ruba tutto quello che vorremmo fare ma che non ci autorizziamo a fare perché ci sono degli ORMAI. Se rimani in una situazione perché ti è costata tot soldi o tot anni, stai dando quel valore a tutto il futuro che ti resta. Stai mettendo un prezzo fisso al tuo futuro, per non avazare.

Vediamo gli ormai che sento spesso:

"Ormai la laurea l'ho presa e non posso buttarla via per fare la freelance in un altro campo".
E quindi ti precludi una vita più felice con un lavoro che ti gratifica solo perché hai sofferto molto per laurearti e vuoi continuare a soffrire in un lavoro che non ti piace. Complimenti: doppio sunk cost!

"Ormai con tutto quello che mi son costati i lavori non cambio casa per andare a vivere insieme al mio compagno".
E quindi rimani in un appartamento nel quale non vuoi vivere veramente rendendo ogni giorno amaro perché ti sembra che ci devi stare per forza, altrimenti è uno schiaffo alla miseria. Ma l'unico schiaffo dell'equazione lo stai dando a te stessa ed il tuo presente e futuro.

"Ormai rimango fino alla fine del film perché ho pagato il biglietto anche se mi fa cagare" E quindi perdi un'altra ora del tuo tempo facendo una cosa che non vuoi fare. I soldi li hai già spesi comunque: che tu guardi il film fino alla fine o che tu decida di uscire dal cinema per fare una cosa più piacevole. Il fatto di restare non farà tornare i tuoi soldi e ti farà solo perdere un'altra risorsa in più: il tuo tempo.

"Ormai"

Ormai una mazza, raga.

Il sunk cost è reale?

No. Non è reale perché se quei soldi e quel tempo non si possono recuperare, allora non esistono nel tuo presente. sono esistiti nel passato esono affondati. Kaput.
E se non sei più felice con quell'investimento, il fatto di rimanerci non cambierà le cose: sarà sempre peggio.

Vale per i progetti, le lauree, i business, gli investimenti e anche per le persone. Ho sentito molte donne non divorziare perché ormai avevano dedicato i loro "anni migliori" a badare casa e figli senza coltivare le loro passioni. 
Ma sai come la penso sugli "anni migliori"? Che gli anni migliori sono quelli che devono ancora venire e che userai in barba a chi ti voleva a lavare i piatti. Gli anni sono buoni o cattivi perché tu li fai diventare tali, scegliendo per te.

E lo so che a volte non hai vie d'uscita. Devi badare ad un genitore con demenza, hai figli non ancora indipendenti o che per vari problemi non lo saranno mai, ci sono un sacco di sfighe ingiuste che ci tengono bloccate con pochissimo margine di manovra.

MA HO SCRITTO POCHISSIMO APPOSTA.
Perché il margine di manovra, anche se minimo, c'è sempre. E da una piccola falla tu c'infili un'unghia e poi un dito e poi inizi ad aprire quella finestra, per te.

Ed inizia tutto con la rinuncia al sunk cost per non diventare vittime di sunk cost fallacy

La maggior skill di chi intraprende è proprio capire quando tagliare per ridurre al massimo il protrarsi o ingigantirsi di un sunk cost inevitabile.

E si: è difficilissimo da capire come concetto, perché il tempo ed i soldi spesi sono stati reali e ti fa incazzare doverli perdere. Ma se capisci che erano reali per una linea temporale che non esiste più perché al bivio hai preso un'altra direzione, allora non valgono più nel tuo presente: facevano parte di un'altra vita.

La svolta avviene quando capisci che il sunk cost non esiste e non c'è modo di recuperarlo.

Io trovo molto interessante ed utile questo esercizio:

Fai il conto preciso dei soldi investiti ed il valore medio delle ore di lavoro investite in un progetto, ed ottieni una cifra di sunk cost.

Scrivi quella cifra su un foglio e chiediti: il mio futuro tutto da scrivere vale meno di quei soldi? Sto sacrificando la mia vita, la mia sanità mentale ed il mio tempo per quella cifra che comunque, attenzione, nella realtà NON esiste?

La gara fra vita e soldi, se la guardi bene, non è difficile: vnice sempre la tua vita. Ma noi guardiamo sempre i soldi, il passato, la fatica, e diamo poca importanza al futuro perché non è ancora arrivato.

Ora: non so voi, ma se io penso ad ogni trasloco e lavoretty fatto nelle mie case, non mi ricordo mai la fatica fatta. Mai! Eppure una volta mentre montavo mobili su per le scale in un mio appartamento a Lucca, mi fermai e pensai: madooo che faticaccia! Possibile che io non mi ricordi più le fatiche dei tanti altri miei traslochi? E non me le ricordavo.

Ti dico questo perché la fatica ce la scordiamo, quindi non puoi darle peso quando pensi al sunk cost. Non ne vale la pena.

Credo che sia un esercizio molto difficile a livello emotivo, perché se il tuo sunk cost è una cifra alta, ti rode il culo. E rode anche a me, certo!
Ma mi rode molto di più rimanere bloccata in un progetto che non fa più parte della mia vita e che avvelena il mio presente.

E tu ti puoi anche arrabbiare o sentire una sfigata se consideri solo quelle decine di migliaia di euro, ma al terzo fallimento di un mio business, fra i molti di successo che ho lanciato, sapevo già che il non successo è un'eventualità e fa parte del rischio di business. Chi intra prende sa che non sempre sarà un successo ed hai l'elasticità mentale per accogliere le ciambelle senza buco.
Se lanci cose, alcune andranno bene come pianificato ed altre no perché non sei una maga. Può essere colpa tua, della pandemia, di un'innovazione tecnologica che arriva e si porta via il tuo mercato o di tanti altri fattori. 

Ho il privilegio di avere la libertà economica che mi permette di coprire business che non funzionano o che decido di chiudere perch<è ho cambiato idea, come questo.
E dopo qualche mese di riflessione con conti su Excel e valutazioni meno quantificabili ma molto più potenti come la mia energia personale, alla fine ha vinto il mio bisogno di libertà.
Voglio più bene a me stessa che ai miei locali.
Vaffanculo al sunk cost.

Quest'esperienza mi ha insegnato moltissimo sui business fisici e mi porto un bagaglio tecnico importantissimo per il mio lavoro, soprattutto per le consulenze di marketing per chi ha una bottega locale, che ho messo dentro il mio corso bestseller del 2025: LOCAL MARKETING.

Ma la mia mente è già super sintonizzata sulle carte da parati Morris e finizioni in ottone per la mia nuova casa su ruote ed un tour della Scozia in motorhome. Partirei stasera!!

L'altro corso bestseller del 2025 è stato proprio uno dei nmiei grandi amori della vita: i Lavoretty, cominciando con la parte di progettazione, fattibilità e budget per trasformare la tua casa in un posto che adori, anche se sei in affitto e senza compromettere la caparra. Ci sono Lavoretty sunk cost perché perdi tutti i materiali al momento del trasloco, e Lavoretty dove recuperi tutti e puoi rifarli nella casa seguente! È venuto super figo e faccio vedere tutte le mie case con molte foto inedite.

L'airstream del 1962 dell'artista Bonnie Christine.

Immagino le stradine sterrate fra i vari laghi scozzesi, con soste per una passeggiata con la Pippa, un té col motorhome parcheggiato su una collinetta con vista sui Loch, le gite nei paesini, castelli, coste frastagliate... 
Non vedo l'ora!

Foto di Connor Mollison, via unsplash.


L'idea di dover svuotare i due locali e in parallelo eliminare anche tutti gli oggetti della mia casa per ridurre tutti i miei averi a poche scatole per vivere nel motorhome è stressante e a volte insormontabile.
Non sono moltissime cose ma sono comunque cose i più di quelle che mi servono e lo ammetto: ho le vertigini.

Se da una parte sono convinta di voler decollare col motorhome e vivere un paio di anni in viaggio per l'Europa, a volte mi sveglio di notte tutta sudata e stressata e mi dico, per calmarmi: "Veronica, sono solo oggetti, se non riesci a venderli allora li regali o li butti. Non lasciare che il pensiero degli oggetti ti mangi la vita!"

Ma spesso me la mangia e non vedo l'ora di aver finito.

Non è un bel periodo e non la sto prendendo con la calma che vorrei, ma so che devo stringere i denti ed iniziare ad eliminare tutto. E a settembre sarà tutto finito, manca poco.

Nel frattempo prendo la patente perché questa cosa deve finire: voglio poter guidare Ciccio anche io.

Quante volte ho detto che avrei preso la patente?
Tante, non ci crede più nessuno.

Staremo a vedere: dopotutto la miglior motivazione è la disperazione.

Ed io, adesso, sono disperata per recuperare la mia libertà.

Ti è mai capitato di iniziare a carburare ed agire super reattiva con un mega vaffa perché non ne potevi più?

 

Ci leggiamo presto e mi raccomando: non fare la brava.
Non ne vale la pena.


Veronica

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