L'influencer la fai tu
Ed è qui che arrivo al ragionamento che mi porta verso te che stai leggendo:
Alla fine avevamo davvero bisogno di tutti quei cambi look, di tutte quelle creme e trucchi, di tutte quelle borse, quelle borracce, quelle shopper?
In città come Milano sembrava essere di vitale importanza, perché la società e gli ambienti che frequentavo richiedevano come regola non scritta certi comportamenti ed una certa apparenza. E l'effetto sui social di tutto quello sfarzo è FOLLE: le poche volte che sono andata ai dei Galà vestita pazzesca, sono state anche le volte in cui le visualizzazioni ed i DM sono letteralmente esplosi: migliaia di messaggi per stories di un look con piume.
Facciamo un ragionamento su questo, vi prego.
Mettiamo che sei una influencer e che quindi il tuo guadagno siano le collaborazioni pagate. Per guadagnare di più con le collaborazioni, non devi avere solo molte fan e sempre di più, ma anche tantissimi loro commenti positivi, così i brand verificano che la gente è davvero interessata a quello che posti, ed in quel modo interagiranno anche con il loro prodotto quando posterai a pagamento. Ed è logico: vogliono che il loro investimento di 3, 10 o 30mila euro per REEL (contate 10€ ogni 1000 fan per fare un calcolaccio a spanne), dia i suoi frutti.
E se sei influencer, presto capirai quali contenuti generano più visualizzazioni, like e commenti, e adatterai il tuo palinsesto a quella tipologia di contenuti per essere certa che avrai sempre più interazioni ed i brand saranno felici di pagare te invece di un'altra.
Ecco come si generano le migliaia di profili che mostrano cose bellissime, look da sogno, make up ed estetica dell'apparenza: siamo noi internaute ad influenzare quei trend con i nostri like e commenti, educando gli algoritmi, siamo noi internaute a far capire alle influencer (a supon di like e commenti) che certi temi non tirano, mentre un vestito per un Galà invece si.
E allora ben vengano ancor apiù look da sogno, si dicono. Giusto?
Io ricordo perfettamente un Galà milanese di Facebook dove ero stata vestita di piume da una grande Maison (leggere: vai li e ti prestano il vestito, poi lo rendi). Ricordo la differenza ENORME, inimmaginabile di DM, commenti e like rispetto ai miei post abituali.
Non c'era paragone, era una quantità di reazioni mai vista.
Ho notato la cosa ma sono andata avanti coi miei contenuti, non mi sono adattata a quel trend dei look of the day piumosi e glitterati.
Ma se la mia sopravvivenza ossia il mio lavoro fosse dipeso dai contenuti pagati dai brand, allora avrei dato tutt'altra importanza a quella valanga di like e commenti ed avrei sicuramente modificato la tipologia dei miei contenuti.
Quel che non vediamo dall'altra parte del telefonino è che i creatori di contenuti o influencer sono DIPENDENTI dai brand che scelgono di pagarli. E vengono scelti perché siamo stati noi massa di internauti a far girare l'ago della loro bussola apprezzando i loro contenuti e reagendo ad essi.
Il succesos di chi crea contenuti a pagamento lo facciamo noi con i nostri interessi. Possono essere super bravi e competenti ed incredibili,ma se i loro contenuti non generano davvero tante visualizzazioni e commenti, non campano.
Ma una volta abbandonato il mondo delle influencer e gli eventi organizzati da brand che sono stati pensati solo e soltanto perché tu possa mostrarli nelle Stories e così voi dall'altra parte del telefonino gli comprate la roba, cosa contava veramente? Non gli eventi, anche se tutto quel mondo glitterato era da sogno, e quella cura che ricevevi con dettagli su misura negli hotel e gli autisti e le riverenze ti facevano sentire speciale.
So che mettere un like e lasciare un commento di complimenti su un vestito da sogno con tutta l'ammirazione e positività del mondo sembra una bellissima cosa.
Ma quel commento insieme ad altre migliaia determina COSA bisogna mostrare sui social, e dove dirigere la maggior parte dei contenuti che vedremo poi proporci dall'algoritmo. Significa dare potere e definire chi sarà RIEVANTE on line, chi avrà sempre più visibilità e quindi chi continuerà ad influenzarci con contenuti che ci faranno pensare che l'aspetto è fra le cose più importanti, solo perché vediamo giorno dopo giorno, tutto il giorno, solo contenuti di quel tipo.
Il nostro navigare sui social non è NEUTRALE. Mai.
Allo stesso modo in cui i nostri acquisti al supermercato non sono innocui: se decidiamo di comprare in tante una cosa, i supermercati continueranno a proporla. E se smettiamo di comprarne un'altra, dopo una settimana la tolgono. Ecco che cos'è il boicottaggio, ed ecco qual è la nostra arma più efficace in questi tempi di democrazia capitalistica.
Le guerre a i genocidi si fanno epr risorse, territori, soldi.
Soldi, sempre.
Possiamo combattere scegliendo da chi non comprare più.
Disney l'ha capita fin troppo bene dopo l'affare Jimmy Kimmel, no?
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