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Tu ci credi nelle coincidenze?

by Veronica Benini
Apr 21, 2026

Da qualche settimana ho scoperto la storia dietro la nascita della casa automotive Mercedes Benz come la conosciamo oggi, che ha creato il primo automobile della storia dell'umanità, a fine ottocento.

Carl Benz aveva inventato quella macchina come un grosso triciclo, ma sua moglie Bertha Benz (nata Ringer) è stata quella che ha cambiato il corso della Storia, testando la macchina di nascosto al marito per fare 106km con i due figli a seguito. Era il 1888 e si ferm per rifornirsi di etere di petrolio, che era il carburante che usava la Benz Patent Motorwagen n. 3 del 1886 e lo vendevano nelle farmacie. Quella famacia diventò la prima Stazione di rifornimento carburante della Storia. Da Wikipedia: "dovette sbloccare l'alimentazione della benzina con il fermaglio del suo cappello e usare la propria giarrettiera come materiale isolante". 

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Questa pubblicità mi ha fatta emozionare perché dai, è power a più non posso! Ho iniziato a leggere la sua storia e mi sono appassionata, è stata una donna pazzesca, ha iniziato ad investire la sua dote in imprese industriali fino a conoscere Carl ed investire nel suo progetto di motore. 
Due anni dopo il brevetto, ha deciso che era importante far vedere cosa potesse fare un'automobile per farne parlare a tutti, e quel viaggio fece diventare la Benz esattamente quello che doveva diventare: una rivoluzione.
Poi divenne Daimler-Benz con l'acquisto di Daimler, e poi finalmente Mercedes Benz, per la figlia di Daimler e perché suonava più elegante "Mercedes Benz".

Bertha Benz aveva una visione e si dette da fare per farla conoscere, non stette chiusa in casa con le mani in mano vedendo che il suo investimento non decollava, ed è un messaggio super potente. Manco il marito voleva farlo quindi se ne occupò di persona, senza avvisarlo finché non fu fatat, e tornò da una strada ancora diversa.

Neanche vent'anni dopo, nel 1906, mentre a Londra agivano le Sufraggette, la mia bisnonna Pia Benini saliva sui tavolini nelle piazze per parlare di educazione, igiene e progresso. 

 

Quando ho scoperto Pia Benini sono stata così fiera di avere delle antenate così fighe che mi sono emozionat ae continua a succedermi ogni volta che mi torna in mente. All'epoca e donne stavano a casa, e infatti davanti a lei vedete una distesa di cappelli e nessuna donna, ma lei aveva una missione e la portò avanti senza paura, accompagnata dal marito. Ha approfittato del privilegio della sua classe per creare dispensari e scuole nella Maremma rurale.
E allo stesso modo sono troppo felice di aver scelto, totalmente per caso, un camper Daimler Mercedes Hymermobil. Al punto che non so più se il nome è Ciccio o sarà appunto Bertha.

Sono cresciuta mettendomi sempre in gioco e in avanti per le cause in cui credevo, senza paura di parlare, di espormi, di battermi per le mie idee.
E l'ho fatto perché ho avuto degli esempi che si doveva e si poteva fare. Vedere esempi SERVE, ecco perché vi dico sempre di raccontarvi per normalizzare le donne nella società, dato che ci chiedono ancora il caffè durante le riunioni e non se ne può più di questi stereotipi.

Da entrambe le parti della mia famiglia ci sono state donne indipendenti e combattive, con mia madre che mi portava in piazza per protestare contro il regime militare che aveva fatto sparire mio nonno. E fino all'ultimo, quando perdeva lucidità in terapia intensiva nei pochi minuti in cui potevo vederla ogni giorno, ripeteva che bisognava continuare "La lotta" e che la stava insegnando alle infermiere, "las chicas".
Quale lotta, mami? le ho chiesto.
E lei: "Ma come quale lotta? La nostra!"

La nostra.

Stay strana, stay combattiva, stay figa.
E disegna la tua strada.

Veronica

 

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